L’epilazione con laser e luci pulsate

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Precauzioni

Il paziente candidato all’epilazione con laser o luci pulsate non deve avere la pelle abbronzata da almeno un mese e dovrà astenersi dall’esposizione ai raggi UV (sole e lampade) delle zone trattate durante tutto il periodo di trattamento e fi no a un mese dopo l’ultima seduta. Sarà indispensabile quindi una protezione solare assoluta, anche con creme a filtri fisici SPF 50+. Si raccomanda, specialmente per i neofiti, prima di iniziare il vero e proprio ciclo di trattamento, di eseguire una seduta di prova per testare sicurezza ed efficacia dei parametri impostati, scegliendo un’area nascosta e di ridotta valenza estetica (per esempio, ascelle). Al paziente viene consigliato di presentarsi con i peli rasati a 1-2 mm, senza aver utilizzato prodotti topici per 24h, in particolare trucchi, filtri solari e profumi. Per il trattamento si applica un gel trasparente e rinfrescante tramite il quale il raggio può otticamente essere trasmesso senza difficoltà. Il trattamento non è doloroso: non sono necessarie né anestesie locali, né premedicazioni antalgiche. Nel caso ci fosse la possibilità di scegliere, è consigliabile eseguire i trattamenti nella prima metà del ciclo mestruale, periodo in cui la soglia dolorifica è più alta. La manifestazione da parte del paziente di sintomi dolorosi deve rendere molto attento l’operatore, in quanto è fatto inusuale e necessita perciò una riverifica degli schemi prescelti. Va quindi considerato come una guida importante per l’aggiustamento dei parametri impostati, che possono variare anche nello stesso paziente da una seduta all’altra. L’end point del trattamento è l’edema e l’eritema perifollicolare, che dimostrano che un’adeguata energia è stata assorbita dal pelo. A volte si assiste anche al raggrinzimento del pelo, che viene espulso spontaneamente successivamente, di solito dopo almeno una settimana. Al momento della creazione di una mini-papula follicolare si può, con una pinzetta, provare a estrarre senza difficoltà il pelo, così da certificarne l’avvenuto e_ etto terapeutico. Lesioni irritative o addirittura fototossiche sono estremamente rare e vanno immediatamente curate con corticosteroidi topici (per esempio, l’associazione di acido fusidico e betametasone permette una protezione anche antistafilococcica). In effetti, eventuali esiti cicatriziali possono essere favoriti da una presenza di sovrainfenzione stafilococcica causata del grattamento ungueale della parte lesa. Si raccomanda sempre la documentazione fotografica prima del trattamento e a fi ne ciclo per documentare la densità e la qualità dei peli.

Complicanze

Sia con i laser sia con le luci pulsate si annoverano alcune possibili complicanze 14 dovute, nell’obiettivo di distruggere il pelo, all’eccessiva energia rilasciata alla cute, rispetto alle sue possibilità di recupero, variabili da soggetto a soggetto, da zona a zona e da momento temporale. Non è possibile stabilire se siano i laser o le IPL a essere associati a una più elevata probabilità di complicanze. La “pericolosità” dei laser è infatti legata alla maggiore potenza generabile, mentre quella della IPL alla non selettività di lunghezza d’onda, ossia di cromoforo target, avendo un ampio spettro di emissione. Le depigmentazioni e le iperpigmentazioni sono generalmente transitorie. Eventuali rarissime situazioni di depigmentazione si risolvono con sedute di UVAUVB selettive, mentre per eventuali iperpigmentazioni è necessaria pazienza, in quanto una netta diminuzione delle stesse avviene generalmente nell’arco di 18 mesi).

Depigmentazione estesa dopo un trattamento con laser a diodi 800 nm long pulse

Come per le terapie laser, anche con la tecnologia IPL si è assistito in qualche raro caso a una crescita paradossa di peli, soprattutto a livello retro-mandibolare e sotto il mento, a seguito di trattamenti nelle zone del labbro e delle guance. L’esperienza ci mostra che questo avviene soprattutto in donne con disturbi ormonali nell’ambito della sindrome dell’ovaio policistico Sembrerebbe che l’applicazione immediata di compresse fredde sulle aree a rischio prima, durante e dopo le sedute, per 15 minuti, prevenga questa eventualità, anche se non si può ancora affermare, con razionale certezza, se questa misura preventiva porti a risultati di efficace prevenzione e per quali motivi scientifici. Viene ipotizzato, come meccanismo d’azione, un biofeedback neuro-tricologico che va a stimolare follicoli dormienti. Comunque, vista l’innocuità delle misure preventive proposte, le applichiamo sistematicamente nelle pazienti che sono portatrici di irsutismo nell’ambito della sindrome dell’ovaio policistico.

Ustioni e cicatrici sono eventi rari se vengono rispettate le precauzioni di lavoro (conoscenza approfondita delle caratteristiche fisico-tecniche delle apparecchiature a disposizione e risposta biologica della pelle di ciascun paziente). Fortunatamente per il miglioramento di eventuali cicatrici può essere di conforto sapere che buoni risultati si ottengono con l’utilizzo di laser non ablativo frazionato a 1.540 nm. Con il tempo, la tecnica IPL ha abbandonato il ruolo di parente povero del laser nell’arsenale terapeutico dell’epilazione. Certamente l’emissione laser dà alcuni vantaggi: precisa lunghezza d’onda, possibilità di modifica dei parametri intensità e durata di impulso. L’IPL invece agisce con un fascio di luce ad ampio spettro di lunghezze d’onda: è dunque più difficile agire sulla variazione dei parametri in quanto sortiscono effetti meno controllabili ed è necessaria quindi una grande esperienza clinica e tecnica, al di là degli schemi di riferimento indicati dall’azienda. Non bisogna però sottacere il pericolo che le apparecchiature IPL di bassa potenza e di basso costo possono rappresentare. Infatti la loro facile diffusione commerciale porta con sé il rischio di banalizzazione dell’epilazione mettendola nelle mani di persone inesperte senza la formazione medica adeguata.