L’epilazione con laser e luci pulsate

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Luci pulsate

Negli ultimi anni la tecnica IPL (Intense Pulsed Light) 8-10, riconosciuta per la fotodepilazione dalla FDA dal 1997, si è progressivamente affermata per la sua utilità d’applicazione. Innanzitutto occorre distinguere questi apparecchi dai laser per il loro spettro luminoso, che è emesso da lampade policromatiche pulsate, caratterizzate da una larghezza di emissione (generalmente da 370 a 1.800 nm, a seconda degli apparecchi) e tipicamente con emissione non coerente. L’IPL si distingue così formalmente da una sorgente laser classica che è monometrica e coerente. Per emettere fasci d’onda più o meno selettivi, a seconda degli apparecchi e delle indicazioni, si utilizzano filtri di varia natura per bloccare l’emissione di una parte dello spettro. Si può così al meglio adattarsi alla curva di assorbimento per il cromoforo che si è scelto. Nel caso della depilazione i due cromofori sono essenzialmente la feomelanina, più presente nei peli chiari e la eumelanina più presente nella cute con fototipo elevato. La feomelanina ha un assorbimento soprattutto di lunghezze d’onde corte, rispetto all’eumelanina, ragion per cui, nel caso di un soggetto con peli chiari e pelle chiara, si utilizzerà, di preferenza, un’emissione con banda di raggi di lunghezza d’onda corta.

Regione addominale di donna di anni 40 affetta da irsutismo, immagine pre-trattamento
Immagine dopo 6 mesi da due sedute con luce pulsata (Palomar- StarLuxY-525-1200nm; 29 J/cm2 a 20msec)

Il mercato offre una grande scelta di apparecchiature che vanno scelte con cura, non basandosi unicamente su calcoli economici, ma anche su altri fattori, come, per esempio, la possibilità di avere più di un braccio emittente con diversi spettri di lunghezze d’onda e di disporre di una larga superficie di emissione, ben applicabile sulla cute del paziente. Viene riportata la nostra esperienza utilizzando due bracci differenti dell’apparecchiatura Palomar Starlux IPL*: il braccio LUX Y (da 520 a 1.200 nm di lunghezza d’onda), utilizzato essenzialmente per i peli più chiari e fototipi bassi, e il braccio LUX R (da 650 a 1.200 nm), utilizzato per peli scuri su cute con fototipo scuro. Si inizia, generalmente per le prime due sedute, con le lunghezze d’onda lunghe e, in seguito, quando i peli ricresciuti e i rimanenti risultano più fi ni, si utilizza invece il braccio LUX Y con filtri che permettono la selezione di una più corta lunghezza d’onda d’emissione. I risultati ottenuti sono generalmente molto buoni; il numero di sedute varia da 3 a 7, in funzione essenzialmente della diagnosi, del fototipo della cute, del diametro, dei peli e dal loro colore, della zona curata e dell’età. Già dopo la prima seduta si ottengono buoni risultati a condizione che questi siano valutati dopo circa 8 settimane. Questo non è però il caso nello schema generalmente da noi applicato, in quanto non attendiamo questo esito per confortare il paziente sulla bontà della terapia proposta e dunque sostenerne la compliance, ma proponiamo sempre almeno 2 sedute a distanza di 4 settimane circa l’una dall’altra, ben spiegando che, a differenza di quanto avviene con i classici schemi che utilizzano la sorgente laser, il pelo cadrà unicamente nel corso delle settimane successive alla seduta.

Padiglione auricolare uomo di 55 anni: ipertricosi, immagine pretrattamento
Risultato a 1 anno dopo 3 sedute nell’arco di 3 mesi di luce pulsata (Palomar- StarLuxY-525-1200nm; 29 J/cm2 a 20msec)

Obiettivamente questo aspetto potrebbe rendere insicuro il paziente, per il quale, nel caso dell’utilizzo di uno schema con luce pulsata, la spiegazione precisa sulla manifestazione dell’efficacia ritardata deve essere assolutamente sottolineata. Il massimo del risultato è ottenuto in genere al termine della terza seduta. Da notare che non si possono utilizzare gli stessi parametri cambiando apparecchiatura, dal momento che vi sono importanti variazioni nella qualità dei filtri, nell’energia applicata e nei sistemi di raffreddamento.