Vitamina D e psoriasi a placche: lo studio sull’integrazione

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Vitamina D e psoriasi a placche: lo studio sull'integrazione

Vitamina D e psoriasi a placche: lo studio sull'integrazioneLa psoriasi a placche è causata da una disfunzione del sistema immunitario della quale sono ancora incerte le cause. I suoi sintomi principali sono le placche, appunto, talvolta ricoperte da squame, associate a prurito, grattamento, problemi alle unghie.

Gli analoghi topici della vitamina D rappresentano un trattamento di routine per la psoriasi, ma l’effetto dell’integrazione orale non è stato definito.

Lo studio

Uno studio clinico condotto in Norvegia e pubblicato su Jama Dermatology ha inteso indagare gli effetti dell’integrazione di vitamina D sulla gravità della psoriasi a placche durante l’inverno.

Lo studio clinico randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, strutturato con due gruppi paralleli, è stato condotto durante due stagioni invernali (2017-2018 e 2018-2019) e ha incluso 122 partecipanti con psoriasi a placche che presentavano un punteggio medio dello Psoriasis Area and Severity Index (PASI) pari a 3,1 e sono stati seguiti per un periodo di quattro mesi.

Le analisi presentate sono state condotte nel maggio 2022. Lo studio è stato condotto presso l’unità di ricerca clinica dell’ospedale universitario della Norvegia settentrionale (Tromsø, Norvegia).

Sono stati inclusi adulti della popolazione generale di Tromsø con psoriasi a placche attiva e livelli di 25-idrossi vitamina D (25[OH]D) inferiori a 24 ng/mL. L’intervento ha previsto la somministrazione di vitamina D (colecalciferolo, 100 000 UI, dose di carico, seguita da 20 000 UI/settimana) o placebo per quattro mesi.

I risultati

Dei 122 partecipanti inclusi nello studio, 46 erano donne e l’età media era di 53,6 anni; il punteggio medio dell’indice di estensione e gravità della psoriasi, PASI, era di 3,1.

Del totale dei partecipanti, 60 (49,2%) sono stati randomizzati al gruppo vitamina D e 62 (50,8%) al gruppo placebo. Un totale di 120 partecipanti (59 vitamina D [49,2%]/61 placebo [51,8%]) ha completato lo studio.

Al termine del periodo di indagine, i livelli medi di 25-idrossi-vitamina D erano di 29,7 ng/mL (vitamina D) e 12,0 ng/mL (placebo). Non vi è stata alcuna differenza significativa nella variazione del punteggio relativo a estensione e gravità della psoriasi, il PASI, tra i gruppi (differenza aggiustata, 0,11; 95% CI, da -0,23 a 0,45).

Non c’è stata alcuna differenza significativa nella variazione del punteggio Physician Global Assessment (odds ratio aggiustato, 0,66; 95% CI, 0,27-1,63), del PASI autosomministrato (differenza aggiustata, -0,60; 95% CI, -1,76-0,55) o del Dermatology Life Quality Index (differenza aggiustata, -0,86; 95% CI, -1,9-0,19) tra i gruppi. Non sono stati registrati effetti avversi dell’intervento.

Le conclusioni

I risultati di questo studio clinico randomizzato hanno dimostrato che l’integrazione di vitamina D non ha influenzato la gravità della psoriasi.

Altresì, i ricercatori hanno evidenziato che i bassi punteggi di gravità al basale possono spiegare la mancanza di effetti misurabili: i livelli di 25-idrossi-vitamina D nel gruppo di intervento sono aumentati in misura inferiore a quanto previsto sulla base di dati sperimentali precedenti provenienti dalla stessa popolazione di origine e questo può aver influenzato i risultati.

M. Jenssen, A.-S. Furberg, R. Jorde, et al, Effect of Vitamin D Supplementation on Psoriasis Severity in Patients With Lower-Range Serum 25-Hydroxyvitamin D Levels. A Randomized Clinical Trial, JAMA Dermatol. Published online March 29, 2023. Doi:10.1001/jamadermatol.2023.0357