Bimekizumab, efficacia a lungo termine in artrite psoriasica e spondiloartrite assiale

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Artrite psoriasica e spondiloartrite assiale, efficacia di bimekizumab

Artrite psoriasica e spondiloartrite assiale, efficacia di bimekizumab

Bimekizumab, un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato progettato per inibire selettivamente sia l’interleuchina 17A (IL-17A) sia l’interleuchina 17F (IL-17F) – due citochine chiave alla base dei processi infiammatori [1,2] – conferma l’efficacia, anche a lungo termine, nel trattamento dell’artrite psoriasica e nella spondiloartrite assiale.

L’evidenza clinica deriva da tre studi di fase 3, presentati al Congresso Europeo di Reumatologia – EULAR 2023 tenutosi a Milano dal 31 maggio al 3 giugno.

Bimekizumab è stato approvato nel 2021 nell’Unione Europea (UE)/Area Economica Europea (EEA) e in Gran Bretagna per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adulti candidati alla terapia sistemica [2,3].

Nei pazienti affetti da artrite psoriasica con precedente risposta inadeguata agli inibitori del TNF-α, bimekizumab alla settimana 52 ha dimostrato una risposta sostenuta ai due principali domini della patologia, articolare e cutanea.

In tutto lo spettro delle spondiloartriti assiali, ha determinato una riduzione sostenuta dell’infiammazione a livello delle articolazioni sacroiliache e della colonna vertebrale, oltre a miglioramenti prolungati nelle principali manifestazioni periferiche della malattia, fino alla settimana 52.

Sono queste le principali attestazioni di efficacia della molecola emerse da tre studi di fase 3 (BE COMPLETE, con il suo studio di estensione a lungo termine, BE MOBILE 1 e BE MOBILE 2) in adulti affetti rispettivamente da artrite psoriasica attiva (PsA), spondiloartrite assiale attiva non radiografica (nr-axSpA) e spondilite anchilosante (SA) attiva, nota anche come axSpA radiografica (r-axSpA) [4,5,6]. Evidenze, dicono gli esperti, che propongono bimekizumab come una possibile opzione terapeutica nel trattamento delle suddette patologie.

Bimekizumab e artrite psoriasica attiva

Osservando nel dettaglio i benefici emersi dallo Studio di estensione in aperto BE COMPLETE (BE VITAL), riferiti a dati a 16 settimane dello studio BE COMPLETE e a 52 settimane dello studio BE OPTIMAL4, in pazienti con PsA con precedente risposta inadeguata agli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNFi-IR), si rileva in oltre sei casi su dieci trattati in modo continuativo con bimekizumab (100 mg ogni 4 settimane) una completa clearance (PASI100) cutanea e in quasi uno su due un’attività minima di malattia (MDA).

Qualche dato: il 51,7% dei pazienti con artrite psoriasica (TNFi-IR) trattati in modo continuativo con bimekizumab (n=267) e il 40,6% dei pazienti passati dal placebo alla molecola alla settimana 16 (n=133) avrebbero raggiunto ACR50, mentre il 47,2% (n=126/267) dei pazienti in trattamento continuativo e il 33,1% (n=44/133) fra coloro passati dal placebo a bimekizumab avrebbero ottenuto una MDA.

Dati che sono in linea con quanto già emerso dallo studio BE OPTIMAL a 52 settimane, che avrebbe dimostrato una risposta costante e duratura in pazienti con artrite psoriasica naïve ai biologici e in soggetti con esperienza con inibitori del TNF.

Effetti avversi

Sono, infine, da registrare alcuni effetti collaterali: nell’arco di 52 settimane, il 62,6% (n=243/388) dei pazienti trattati con bimekizumab ha mostrato ≥1 evento avverso correlato al trattamento (TEAE – Treatment emergent adverse events) e il 5,9% (n=23/388) ha riportato un TEAE grave4.

Infezioni da candida sono state registrate nel 6,4% (n=25/388) dei pazienti in terapia. Tutti i casi sono stati riferiti come lievi o moderati e nessuno riportato come sistemico.

Bimekizumab e spondilite anchilosante

Gli studi di fase 3 BE MOBILE 1 e BE MOBILE 2, che hanno valutato l’effetto di bimekizumab sulle lesioni infiammatorie delle articolazioni sacroiliache (SIJ) e della colonna vertebrale, misurate oggettivamente con la risonanza magnetica (MRI) e sulle principali manifestazioni periferiche dell’axSpA, basati sui risultati a 16 e 52 settimane di BE MOBILE 1 e BE MOBILE 25,6, fanno rilevare in circa un paziente su due con infiammazione alla risonanza magnetica al basale una remissione alla 16a settimana, mantenuta fino alla 52a settimana.

Nello specifico, si sono osservati benefici sull’infiammazione della colonna vertebrale nel sottostudio di imaging BE MOBILE 1 che mostra remissione (Berlin Spine≤2) nel 40,0% (n=6/15) dei pazienti con infiammazione al basale in trattamento continuativo e nel 27,3% (n=3/11) di coloro passati dal placebo a bimekizumab alla settimana 16; mentre BE MOBILE 2, fa osservare rispettivamente nel 76,7% (n=23/30) e nel 62,5% (n=10/16) alla settimana 16 un risultato di remissione.

Riguardo all’entesite, sempre riferiti alla 52a settimana, nello studio BE MOBILE 1, il 54,3% dei pazienti in trattamento continuativo con bimekizumab (n=94) e il 44,6% di coloro passati da placebo alla molecola (n=92) alla settimana 16 hanno ottenuto la risoluzione della problematica (entesite della spondilite anchilosante di Maastricht=0); in BE MOBILE 2, ha raggiunto il medesimo risultato rispettivamente il 50,8% dei pazienti (n=132) e il 46,3%.

Infine, in relazione all’artrite periferica, lo studio BE MOBILE 1 mostra che il l 62,2% dei pazienti in trattamento continuativo (n=45) e il 65,1% di coloro passati da placebo a bimekizumab alla settimana 16 (n=43) hanno raggiunto la risoluzione (Swollen Joint Count=0) vs BE MOBILE 2 in cui si osserva che sono arrivati al medesimo risultato rispettivamente il 72,7% (n=44) e l’81,8% dei pazienti.

Un’ultima considerazione riguarda l’uveite: nel più ampio pool di dati disponibili sugli studi di fase 2b e 3 di bimekizumab, il tasso di incidenza per patologia in pazienti axSpA in trattamento con la molecola alle medesime dosi (100 mg ogni 4 settimane), rimane basso, pari a 1,2/100 anni-paziente, in relazione a una esposizione totale a bimekizumab di 2.034,4 anni-paziente (N=848), dove il 15,3% dei pazienti (n=130) presentava una storia di malattia. Tutti i TEAE da uveite riportati erano di grado lieve o moderato e solo un evento ha portato all’interruzione del trattamento [7].

 Bibliografia:

  1. Glatt S, Helmer E, Haier B, et al. First-in-human randomized study of bimekizumab, a humanized monoclonal antibody and selective dual inhibitor of IL-17A and IL-17F, in mild psoriasis. Br J Clin Pharmacol. 2017;83(5):991-1001;
  2. BIMZELX® (bimekizumab) EU SmPC. https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/bimzelx-epar-product-information_en.pdf. Accessed on May 2023;
  3. BIMZELX® (bimekizumab) GB SmPC. https://www.medicines.org.uk/emc/product/12834. https://www.medicines.org.uk/emc/product/12833 Accessed on May 2023;
  4. Coates LC, Landewé R, McInnes IB et al. Sustained efficacy and safety of bimekizumab in patients with active psoriatic arthritis and prior inadequate response to tumour necrosis factor inhibitors: Results from the phase 3 BE COMPLETE study and its open-label extension up to 1 year. Abstract #POS0231 presented at EULAR 2023, Milan, Italy;
  5. Baraliakos X, Navarro-Compan V, Poddubnyy D et al. Bimekizumab reduced MRI inflammatory lesions in patients with axial spondyloarthritis: Week 52 results from the BE MOBILE 1 and BE MOBILE 2 phase 3 studies. Abstract #POS0246 presented at EULAR 2023, Milan, Italy;
  6. Ramiro S, Poddubnyy D, Mease PJ et al. Resolution of enthesitis and peripheral arthritis with bimekizumab in patients with axial spondyloarthritis: Week 52 results from the BE MOBILE 1 and BE MOBILE 2 phase 3 studies. Abstract #POS0247 presented at EULAR 2023, Milan, Italy;
  7. Brown M, van Gaalen FA, van der Horst-Bruinsma IE et al. Low uveitis rates in patients with axial spondyloarthritis treated with bimekizumab: Pooled results from phase 2b/3 trials. Abstract #POS0668 presented at EULAR 2023, Milan, Italy.