Dieci verifiche da fare per la propria sicurezza prima di dire sì alla cura estetica: questo l’oggetto del decalogo stilato da Agorà – Società italiana di medicina a indirizzo estetico per aiutare i cittadini a scegliere in sicurezza interventi di medicina estetica.

Il decalogo risponde a tre domande: chi? Dove? Come? e consta dei seguenti dieci punti:

  1. verificare l’iscrizione del professionista all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri;
  2. verificare la presenza di una formazione post-universitaria specifica e certificata;
  3. accertarsi che il trattamento sia erogato esclusivamente in ambienti sanitari idonei e regolarmente autorizzati (mai in centri estetici o contesti non clinici);
  4. pretendere sempre una visita medica preliminare con anamnesi approfondita, rifiutando prescrizioni o diagnosi standardizzate;
  5. richiedere un’informazione completa e trasparente su modalità, rischi, alternative ed esiti clinici attesi, sottoscrivendo un consenso informato dedicato;
  6. chiedere sempre le specifiche del prodotto (dispositivo o farmaco), composizione e indicazioni d’uso;
  7. firmare un consenso informato specifico, non generico, ma dedicato alla procedura da eseguire, leggendolo prima con attenzione;
  8. verificare l’integrità della confezione del prodotto, richiedendo e conservando il talloncino adesivo di tracciabilità del dispositivo medico utilizzato;
  9. in caso di tossina botulinica verificare l’autorizzazione dell’Aifa per l’Italia;
  10. segnalare tempestivamente le complicanze: in caso di eventuali reazioni anomale rivolgersi immediatamente al medico curante.

L’help desk di Agorà

Altro strumento di supporto agli utenti è l’help desk Agorà, un servizio continuativo e gratuito attraverso il quale, spiegano gli esperti della società scientifica, i cittadini possono sottoporre quesiti e ricevere indicazioni da professionisti qualificati sui temi essenziali della sicurezza clinica.

«Il presidio rappresenta uno spazio terzo e autorevole per orientare la persona a porre le giuste domande durante la visita, comprendere le garanzie necessarie sui presidi iniettivi e gestire correttamente il post-trattamento, senza mai sostituirsi alla visita clinica e alla relazione diretta con il medico curante. L’urgenza di un intervento strutturato di comunicazione alla cittadinanza – evidenziano gli esperti di Agorà – risponde a uno specifico vuoto normativo: in Italia non esiste oggi una scuola di specializzazione universitaria autonoma in medicina estetica, né un registro pubblico nazionale consultabile. A tale quadro si affiancano criticità crescenti quali la vendita online non controllata di dispositivi iniettivi, la pressione mediatica di contenuti digitali privi di fondamento scientifico e la proliferazione di offerte commerciali – sconti a tempo, pacchetti promozionali o open day – che snaturano la prestazione sanitaria riducendola a mero bene di consumo».

 

 

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