Aumenta l’incidenza di tumori della pelle e, in parallelo, aumenta la disiformazione online sui capisaldi della prevenzione, come la protezione solare e l’utilità di creme solari con fitri SPF contro i raggi UV. La denuncia è stata lanciata in occasione della Giornata mondiale della pelle celebrata l’8 luglio.

Secondo i dati AIOM (Associazione italiana oncologia medica), i casi di melanoma sono cresciuti in un decennio del 17% con quasi 13.000 nuove diagnosi nel 2024. Uno studio pubblicato lo scorso anno sull‘International Journal of Cancer da ricercatori IARC conferma che oltre l’83% dei 332.000 nuovi casi di melanoma registrati a livello globale nel 2022 è attribuibile all’esposizione ai raggi ultravioletti.

Tumori cutanei e protezione solare: in negazionisti sui social

Proteggersi, raccomandano gli esperti, è fondamentale. Eppure, già nel 2023 la Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse) metteva in guardia dai trend negazionisti su TikTok, dove l’hashtag #toxicsunscreen registrava oltre 11 miliardi di visualizzazioni.

«Ogni giorno in ambulatorio vedo pazienti che portano sulla pelle i segni di anni di esposizione senza protezione – racconta Melba Lattanzi, chirurgo plastico ed esperta di patologie cutanee della Clinica Villa Bella di Salò (Brescia) –. Ho voluto raccontarlo sui miei profili social, mostrando immagini concrete, perché i numeri a volte non bastano. La risposta che ho ricevuto mi ha sorpresa: invece di suscitare interesse per la prevenzione, mi sono trovata di fronte a utenti convinti che le creme solari blocchino la produzione di vitamina D o contengano sostanze cancerogene. Accuse che circolano con una velocità e una sicurezza inversamente proporzionali alle evidenze scientifiche. È una forma di disinformazione che come medici non possiamo ignorare».

Raggi UV: non solo tumori, anche invecchiamento della pelle

Oltre ad aumentare il rischio di tumori cutanei, i raggi UV sono anche i principali responsabili del fotoinvecchiamento, che favorisce la formazione di rughe, macchie cutanee e perdita di elasticità della pelle. L’esposizione eccessiva al sole, così come l’utilizzo di lampade e lettini abbronzanti, può, infatti, favorire la cosiddetta elastosi solare, un processo di degenerazione delle fibre elastiche e del collagene che altera progressivamente qualità e tono della pelle.

Rughe e perdita di elasticità sono gli aspetti più evidenti dell’esposizione eccessiva al sole, ma non gli unici – ricorda Chiara Botti, docente di Chirurgia plastica presso le scuole di specializzazione delle università di Padova e Verona e dell’università Cattolica di Roma –. L’esposizione cronica senza adeguate protezioni favorisce anche la comparsa di macchie e cheratosi attiniche, lesioni precancerose che, se trascurate, possono evolvere in tumori cutanei».

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here