Ricostruzione mammaria, lipofilling vs impianti: una valutazione estetica

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Ricostruzione mammaria, lipofilling vs impianti: una valutazione estetica

Il cancro al seno è una delle neoplasie più diagnosticate al mondo, con oltre 2 milioni di casi nel 2020. Per la rimozione del tumore, gli approcci chirurgici sono essenzialmente di due tipi: conservativo, seguito da radio o chemioterapia, o radicale, con la mastectomia.

Dalla letteratura è emerso che si tende ad optare per la mastectomia anche laddove l’approccio conservativo sarebbe possibile. Tuttavia, se da un punto di vista clinico può rappresentare una scelta vantaggiosa, da un punto di vista psicologico, la mastectomia ha un impatto molto significativo sulla vita delle donne che hanno sperimentato l’asportazione del seno.

Cancro al seno e ricostruzione mammaria

Fortunatamente la ricostruzione mammaria rappresenta un’opzione possibile, seguita ormai da circa il 42% di tutte le pazienti sottoposte a mastectomia.

Poiché ogni tipo di ricostruzione presenta vantaggi e svantaggi, si stanno studiando altri tipi di metodi ricostruttivi per perfezionare il trattamento e i suoi risultati.

Negli ultimi anni, affianco all’innesto di impianti, è andato ad imporsi il trasferimento di grasso autologo, meglio noto con il nome di lipofilling, un metodo chirurgico che ha dalla sua la minima invasività della procedura.

Ad oggi, tuttavia, manca una valutazione estetica del risultato da parte di pazienti, chirurghi e altre figure estranee a questo ambito.

Lo studio

L’obiettivo dello studio condotto nei Paesi Bassi e pubblicato sull’Aesthetic Plastic Surgery è stato quello di avere una valutazione del risultato estetico del lipofilling (gruppo di intervento) per la ricostruzione totale del seno successiva alla mastectomia rispetto alla ricostruzione basata sull’impianto di protesi (gruppo di controllo).

È stato eseguito uno studio di esito estetico fotografico 3D, casuale e in cieco, su una selezione di 50 pazienti, valutate da tre gruppi di esperti: chirurghi plastici, pazienti affette da tumore al seno e profani.

Gli esiti secondari includevano l’accordo tra i gruppi e le possibili caratteristiche delle pazienti che influenzano il punteggio.

I risultati

È emerso che le pazienti affette da cancro al seno e i chirurghi plastici non differivano nei punteggi estetici tra i gruppi di trattamento. Al contrario, il gruppo dei non addetti ai lavori ha assegnato alle pazienti che avevano sperimentato il trasferimento di grasso autologo un punteggio inferiore a quello delle pazienti che avevano proceduto alla ricostruzione totale del seno con l’istallazione di impianti (- 1,04, p < 0,001).

È notevole che i punteggi medi assegnati siano stati bassi per tutti i gruppi e che l’accordo generale all’interno dei gruppi sia stato scarso (ICC < 0,50). I punteggi più alti sono stati assegnati quando i casi interessavano una ricostruzione bilaterale.

Le conclusioni

Lo studio ha messo in evidenza marcate disomogeneità rispetto alla valutazione dei risultati estetici, sottolineando quanto l’esito estetico rappresenti una misura estremamente soggettiva. Ne consegue l’importanza di una accurata consulenza alla paziente che includa informazioni sui risultati estetici ottenibili prima di dare avvio ad una procedura ricostruttiva.

J. L. M. Wederfoort, A. Kleeven, J. E. Hommes et al, Aesthetic Evaluation of Breast Reconstruction with Autologous Fat Transfer vs. Implants, Aesthetic Plast Surg. 2023 Apr;47(2):593-604. Doi: 10.1007/s00266-022-03076-2. Epub 2022 Sep 13.