Interventi dermatologici sui neonati per la prevenzione dell’eczema

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Interventi dermatologici sui neonati per la prevenzione dell'eczema

Interventi dermatologici sui neonati per la prevenzione dell'eczema

Eczema e allergie alimentari comunemente si sviluppano nella prima infanzia e possono permanere negli anni successivi. Si tratta di condizioni che possono essere associate a un’alterazione della barriera cutanea nei primi anni di vita. Non è chiaro, tuttavia, se cercare di prevenire o trattare una barriera cutanea compromessa subito dopo la nascita possa essere efficace per la prevenzione di queste due condizioni.

Per chiarire questo punto, un nutrito gruppo di ricercatori ha promosso una revisione sistematica e una meta-analisi pubblicata su The Cochrane Database of Systematic Reviews.

Lo studio

L’obiettivo primario consisteva nel valutare gli effetti degli interventi di cura della pelle, come l’applicazione di emollienti per la prevenzione primaria dell’eczema e dell’allergia alimentare nei neonati.

L’obiettivo secondario era identificare le caratteristiche delle popolazioni in studio, come l’età, il rischio ereditario e l’aderenza agli interventi, tanto per l’eczema quanto per l’allergia alimentare.

La ricerca è stata condotta nelle banche dati Cochrane Skin, CENTRAL, MEDLINE ed Embase nel settembre 2021. Sono stati inclusi studi clinici randomizzati di interventi per la cura della pelle potenzialmente in grado di migliorare la funzione della barriera cutanea, ridurre la secchezza o l’infiammazione in neonati sani a termine (37 settimane) che non presentavano eczema preesistente, allergia alimentare o altre condizioni cutanee.

I confronti ammissibili erano relativi ai trattamenti standard o a nessun trattamento. Gli interventi per la cura della pelle potevano includere creme idratanti/emollienti, prodotti per il bagno, consigli per ridurre l’esposizione al sapone e la frequenza del bagno e l’uso di addolcitori d’acqua. Non veniva richiesto un follow-up minimo.

I risultati

Si è trattato di una meta-analisi prospettica a partire dai dati individuali dei partecipanti. Gli esiti primari sono stati l’incidenza cumulativa dell’eczema e l’incidenza cumulativa dell’allergia alimentare mediata da immunoglobuline (Ig)E da uno a tre anni, entrambi misurati nel momento più vicino ai due anni di età.

Gli esiti secondari includevano gli eventi avversi manifestatisi durante il periodo di intervento, la gravità dell’eczema (valutata dal medico), il rapporto dei genitori rispetto alla gravità dell’eczema, il tempo di insorgenza dell’eczema, il rapporto dei genitori rispetto all’allergia alimentare e la sensibilizzazione allergica ad allergeni alimentari o inalanti.

Sono stati identificati 33 studi randomizzati che comprendevano 25.827 partecipanti. Sono stati inclusi 11 studi, che hanno randomizzato 5.217 partecipanti. La maggior parte degli studi è stata condotta in ospedali pediatrici.

Otto degli 11 studi che hanno contribuito alla meta-analisi hanno reclutato neonati ad alto rischio di sviluppare eczema o allergia alimentare, sebbene la definizione di alto rischio variasse tra gli studi. La durata dell’intervento e del follow-up variava da 24 ore a tre anni. Tutti gli interventi sono stati confrontati rispetto a ‘nessun intervento’ di cura della pelle o al trattamento standard.

La maggior parte delle evidenze della revisione sono state considerate come di bassa certezza e con rischio di bias.

I risultati

È emerso che gli interventi di cura della pelle durante la prima infanzia probabilmente non modificano il rischio di eczema da uno a tre anni di età o il tempo di insorgenza dell’eczema.

Gli interventi di cura della pelle durante la prima infanzia possono aumentare il rischio di allergia alimentare IgE-mediata da uno a tre anni di età ma non possono modificare il rischio di sensibilizzazione allergica a un allergene alimentare nello stesso periodo.

Gli interventi di cura della pelle durante la prima infanzia possono aumentare leggermente il rischio di segnalazione da parte dei genitori di una reazione immediata a un allergene alimentare comune a due anni; tuttavia, questo dato è stato osservato solo per il latte vaccino e potrebbe essere inaffidabile a causa dell’eccesso di segnalazioni di allergia al latte nei neonati.

Gli interventi di cura della pelle durante la prima infanzia probabilmente aumentano il rischio di infezioni cutanee durante il periodo di intervento.

Le analisi di sottogruppo pianificate hanno mostrato che gli effetti degli interventi non venivano influenzati dall’età, dalla durata dell’intervento, dal rischio ereditario, dalla mutazione della filaggrina, dalla variante intergenica rs2212434 del cromosoma 11 o dalla classificazione del tipo di intervento per il rischio di sviluppare l’eczema. Non è stato possibile valutare questi effetti sul rischio di allergia alimentare.

Le prove erano insufficienti per dimostrare se l’aderenza agli interventi influenzasse la relazione tra gli interventi di cura della pelle e lo sviluppo di eczema o allergia alimentare.

Le conclusioni

Sulla base di evidenze di bassa o moderata certezza, gli interventi per la cura della pelle come gli emollienti durante il primo anno di vita nei neonati sani probabilmente non sono efficaci a prevenire l’eczema, possono aumentare il rischio di allergia alimentare e probabilmente aumentano il rischio di infezioni cutanee, hanno evidenziato gli autori dello studio, sottolineando tuttavia la necessità di ulteriori indagini volte a capire se approcci diversi alla cura della pelle dei neonati possano prevenire l’eczema o l’allergia alimentare.

M. M. Kelleher, R. Phillips, S. J. Brown et al., Skin care interventions in infants for preventing eczema and food allergy, Cochrane Database Syst Rev. 2022 Nov 14;11(11):CD013534. Doi: 10.1002/14651858.CD013534.pub3.