Psoriasi, dermatite atopica e idrosadenite suppurativa condividono una base patogenetica complessa, in cui fattori immunologici, genetici e ambientali si intrecciano. Una recente revisione pubblicata su Cells analizza il ruolo emergente dei microRNA (miRNA) come regolatori epigenetici dell’infiammazione cutanea e il potenziale, ancora in fase esplorativa, della nutrigenomica nel modularne l’espressione.
Che ruolo hanno i microRNA nell’infiammazione cutanea
I miRNA sono piccole molecole di RNA non codificante che regolano l’espressione genica post-trascrizionale legandosi agli mRNA bersaglio. Nelle dermatosi infiammatorie, alterazioni nei profili di miR-31, miR-21, miR-146a, miR-155, miR-203, miR-125b, miR-24 e miR-223 sono state associate a pathway chiave come NF-κB, MAPK e JAK/STAT, coinvolti nella proliferazione cheratinocitaria e nella produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6, IL-17). Questi profili, sottolineano gli autori, vanno oggi considerati marcatori candidati e non ancora biomarcatori diagnostici validati, data l’eterogeneità dei metodi analitici e delle popolazioni studiate.
Nutrienti bioattivi e modulazione epigenetica
Diversi composti dietetici mostrano capacità di intervenire su questi assi molecolari. I polifenoli (quercetina, resveratrolo, curcumina, genisteina, EGCG) agiscono sul DNA sulla metilazione, sulle modifiche istoniche e l’espressione dei miRNA con effetti descritti soprattutto in modelli preclinici e oncologici piuttosto che dermatologici.
Vitamina D, vitamina C, selenio e acidi grassi omega-3 mostrano meccanismi analoghi: la vitamina D, ad esempio, inibisce NF-κB e MAPK riducendo citochine come TNF-α e IL-1β, mentre gli omega-3 (EPA e DHA) competono con l’acido arachidonico nella sintesi di eicosanoidi, favorendo mediatori pro-risolutivi (resolvine, protectine, maresine).
La maggior parte degli studi, ricordano gli autori, documenta un’alterazione dei livelli di miRNA in parallelo a un effetto antinfiammatorio, senza dimostrazione funzionale che il secondo dipenda dal primo. Questo vale in particolare per curcumina, resveratrolo e quercetina rispetto a miR-21 e miR-155.
Evidenze cliniche per psoriasi, dermatite atopica e idrosadenite
Sul piano clinico, i dati più solidi riguardano interventi dietetici generali piuttosto che la modulazione mirata dei miRNA.
Nella psoriasi, una perdita di peso ≥5% nei pazienti in sovrappeso si associa a riduzioni significative del PASI. La dieta mediterranea e il riequilibrio del rapporto omega-6/omega-3 (1:1–1:5) contribuiscono a ridurre TNF-α e IL-6. Una meta-analisi su omega-3 mostra miglioramenti significativi di PASI, eritema e desquamazione, ma nessun beneficio su prurito o superficie corporea coinvolta.
Nella dermatite atopica, le diete di eliminazione offrono benefici marginali (evidenza a bassa certezza). Probiotici e prebiotici mostrano riduzioni statisticamente significative dello SCORAD, ma sotto la soglia di rilevanza clinica minima, con effetto nullo nei casi severi o nei trattamenti brevi. La supplementazione di vitamina D può essere utile in caso di carenza documentata, ma non come terapia primaria.
Nell’idrosadenite suppurativa, la perdita di peso e l’aderenza alla dieta mediterranea correlano con punteggi IHS4 e Hurley più bassi. Una dieta chetogenica ipocalorica ha mostrato riduzioni della scala di Sartorius in uno studio pilota.
Limiti attuali e direzioni future
Gli autori evidenziano criticità rilevanti per la traduzione clinica: bassa biodisponibilità orale dei polifenoli, concentrazioni sovra-fisiologiche usate in vitro, difficoltà metodologiche nella quantificazione dei miRNA (bassa abbondanza, omologia di sequenza, mancanza di geni di riferimento standardizzati) e, soprattutto, la provenienza di gran parte dei dati meccanicistici da modelli non cutanei (oncologici, epatici, vascolari). Ciò rende le relazioni nutriente-miRNA-dermatosi ancora ipotesi da validare, non raccomandazioni pronte per la pratica.
Implicazioni per la pratica dermatologica
Il messaggio pratico resta quello della medicina basata sull’evidenza: interventi dietetici come la dieta mediterranea, il controllo del peso corporeo e la correzione di eventuali carenze vitaminiche (D, E) possono rappresentare un supporto ragionevole alla terapia standard nelle dermatosi infiammatorie. La modulazione mirata dei miRNA attraverso la dieta rimane invece un campo di ricerca traslazionale promettente ma ancora lontano dall’applicazione clinica personalizzata.
Fonte: Czaplicka A, Dopytalska K, Dawid M, Szymańska E, Walecka I. Dietary Modulation of microRNAs as a Potential Nutritional Strategy in Inflammatory and Autoimmune Skin Diseases: A Narrative Review. Review Cells. 2026 Sep 10;15(18):1640. doi: 10.3390/cells15181640.



