Sono il punto focale del volto, il confine tra il dentro e il fuori, elemento centrale della comunicazione e della sensualità: le labbra hanno un ruolo fondamentale nel determinare l’armonia e il carattere di un volto. L’era dei volumi esagerati che stravolgono il viso è decisamente finita. Anche qui, a dominare la filosofia dei trattamenti è la quiet beauty. L’obiettivo non è trasformare i connotati, ma migliorare la qualità dei tessuti, per ottenere un viso che non sembri rifatto, ma semplicemente fresco e luminoso.
Il trend attuale è l‘idratazione profonda e la correzione invisibile, per risultati sensuali, ma discreti. Il ritocco soft delle labbra è uno dei temi al centro del 42esimo Congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME).
Filler e biostimolazione per le labbra
«Le aziende negli ultimi tempi ci hanno messo a disposizione prodotti molto più versatili per il trattamento delle labbra – afferma Emanuele Bartoletti, presidente della SIME –. Si va da prodotti al limite tra filler e biostimolanti, fino a filler più strutturati, molto utili per ridisegnare e dare una forma alle labbra. Una volta i filler a disposizione erano duri, non elastici e molto densi; rischiavano dunque di sentirsi, ma anche di spostarsi con il movimento delle labbra. Oggi invece utilizziamo filler molto performanti dal punto di vista della spinta volumetrica, che non creano un indurimento dei tessuti, né un edema importante. E questo ci permette di utilizzare il filler giusto per ogni tipo di labbro. Un altro importante capitolo è quello dei fili di biostimolazione che danno ottimi risultati a livello delle labbra (vengono utilizzati per trattare il cosiddetto “codice a barre” sul labbro superiore) e stimolano la produzione di collagene. Il codice a barre è un problema tipico delle donne, anche delle non fumatrici, perché hanno un derma molto più sottile dell’uomo sul labbro superiore. Con questi fili riusciamo ad aumentare lo spessore del derma e quindi a contrastare la tendenza a fare queste rughette verticali, senza però aumentare di volume».
Trattamenti labbra ed età
I trattamenti labbra variano a seconda dell’età della donna. Gen Z e under 30: volume e definizione. Ma attenzione ai rischi, avverte la SIME. Per la Gen Z (18-30 anni), cresciuta nell’era dei selfie, le labbra rappresentano la priorità assoluta dal medico estetico, anche se cresce l’interesse per la prejuvenation, cioè la prevenzione dell’invecchiamento attraverso trattamenti leggeri, prima che i segni del tempo appaiano. È l’incarnazione della filosofia del better-aging, che precorre i trattamenti antiaging. Tra le giovanissime, la maggiore richiesta è il volume, a volte in formato XL. Sui social c’è tutto un catalogo dal quale attingere per girare la domanda al medico estetico. Si va dalle California lips/Angelina lips (labbra carnose, turgide e in aggetto, ispirate alle icone hollywoodiane), alle Russian lips (la bocca a cuore ispirata alle matrioske russe che imperversa tra molte influencer), passando per le Baby-doll lips (termine social per labbra molto definite con arco di Cupido marcato).
«La nostra risposta alle richieste di giovani e giovanissime è un no categorico – precisa il presidente SIME –. Sulle ragazze molto giovani non c’è da fare niente, a meno che non abbiano un problema oggettivo, cioè gli esiti di un incidente, una cicatrice, di un intervento per labbro leporino, un’asimmetria importante del labbro. È difficile trovare una ragazza di vent’anni con delle brutte labbra».
«Cominciare a fare filler alle labbra a vent’anni – mette in guardia Bartoletti – porta ad un aumento progressivo di volume, perché tra una seduta e l’altra l‘acido ialuronico non si riassorbe mai completamente; un 20% di quello iniettato rimane. Si rischia dunque di arrivare a 25 anni con un volume delle labbra doppio di quello iniziale. E i tessuti ne risentono; questo ingrandimento ed edema delle labbra porterà ad un collasso del derma delle labbra stesse che si segneranno più facilmente nel tempo perché l’acido ialuronico non è una stimolazione. Un monito per i genitori: non regalate labbra alle vostre figlie».
Il trend della prejuvenation
Sempre più pazienti tra i 30 e i 40 anni scelgono trattamenti preventivi (prejuvenation) con piccoli lifting mini-invasivi, punturine vitaminiche, micro-botox e stimolatori del collagene: il futuro è nella cura precoce e costante, con risultati soft ma efficaci.
«Si va dai cosiddetti “soft touch filler”, cioè filler con prodotti fluidi per un risultato molto naturale – descrive Bartoletti – ai filler su misura (trattamenti personalizzati per valorizzare armonia naturale, senza modificare il proprio aspetto). La biostimolazione in questi casi è l’unica terapia preventiva corretta».
Superata la soglia dei primi 40 anni, le labbra diventano via via più sottili perdendo proiezione e sostegno, e compaiono le prime rughe verticali del contorno: il famigerato “codice a barre”. Verso i 50 anni, gli angoli delle labbra scendono, rendendo più severa l’espressione, mentre si approfondiscono le rughe della marionetta (le linee labio-mentoniere, solchi che vanno dall’angolo delle labbra verso il mento).
«Le rughe verticali a livello del labbro superiore – coninua lo specialista – vanno corrette con i fili di biostimolazione o con acido ialuronico superficiale molto fluido. Per garantire l’armonia del labbro superiore, conviene sempre associare a questo intervento anche un minimo di sostegno con un filler a base di acido ialuronico, da iniettare nel punto di passaggio tra la parte cutanea e quella mucosa del labbro superiore. Fondamentale, a qualsiasi età, capire innanzitutto qual è il difetto del labbro. Ribadisco, le labbra vanno corrette solo se hanno un difetto, non per modificarle».
Infine, superati i 60 anni i segni del tempo si fanno più evidenti. In questo caso si opta per filler che agiscono più in profondità, andando a riempire il labbro con tecniche diverse rispetto a quelle usate per le labbra giovani. Non ci si limita in genere a iniettare un singolo prodotto; si utilizza piuttosto una sinergia intelligente che agisca a più livelli: l’impalcatura profonda (per dare compattezza), l‘idratazione cellulare (per garantire lucentezza) e la texture superficiale.
«A quest’età le labbra vanno trattate con molta attenzione – avverte Bartoletti –. Non dobbiamo ricorrere solo al filler, perché non dobbiamo aumentare il volume di labbra senescenti; dobbiamo ripristinare il volume, cioè distendere le labbra senza aumentarne i volumi, distendere la cute e la mucosa. Non ha senso disegnare labbra da trentenni, perché starebbero malissimo nell’insieme del volto, apparirebbero innaturali. Il concetto è quello di cercare di riaccompagnare, ringiovanire il tessuto, senza alterare la forma e correggendo soltanto in parte la forma, senza pretendere che torni al disegno netto dei trent’anni. Le labbra in questa fascia d’età, insomma, vanno corrette con discrezione, senza eccedere. Bisogna dedicarsi anche al “codice a barre”, sempre presente a questa età, lavorandoci con attenzione, ma in maniera sempre delicata. Ma soprattutto la correzione delle labbra non può prescindere da una lieve correzione da apportare a tutto il volto. Soprattutto mai dimenticare di migliorare la qualità della cute».


