La microscopia confocale a riflettanza (RCM) si configura come un valido strumento per identificare precocemente il rischio di cicatrici atrofiche da acne.

Le cicatrici da acne sono considerate il risultato di complessi meccanismi fisiopatologici e possono avere un profondo impatto sulla qualità della vita degli individui, causando frequentemente diminuzione dell’autostima, depressione e ansia. La diagnosi precoce e il trattamento mirato sono cruciali.

Il meccanismo alla base della formazione delle cicatrici da acne non è ancora del tutto compreso. Si ritiene, tuttavia, che il processo infiammatorio successivo alla rottura dell’unità pilosebacea svolga un ruolo fondamentale nel loro sviluppo.

Sebbene la gravità dell’acne rappresenti un importante fattore di rischio per le sequele cicatriziali, la correlazione tra gravità della malattia e rischio di cicatrici non è ancora ben definita.

Le cicatrici possono essere indotte anche da acne lieve o moderata. Sono più comuni negli uomini, nei pazienti con parenti di primo grado affetti da acne grave o negli individui di origine africana e asiatica.

Il valore della visualizzazione microscopica non invasiva

Il progresso di nuove tecniche per la visualizzazione microscopica non invasiva delle strutture cutanee ha portato a notevoli avanzamenti, in particolare nella valutazione accurata delle cicatrici da acne. La correlazione tra le caratteristiche osservabili mediante microscopia confocale a riflettanza (RCM) e il rischio di sviluppare cicatrici da acne non è stata adeguatamente valutata.

Il presente lavoro, pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology, esplora l’eventuale associazione tra specifiche caratteristiche morfologiche rilevate tramite microscopia confocale a riflettanza (RCM) e la formazione e la progressione delle cicatrici da acne.

I pazienti sono stati suddivisi in gruppi per confrontare i valori medi o le frequenze di ciascuna variabile analizzata. Per valutare l’importanza dei cambiamenti clinici tra T0 e T1, sono stati eseguiti il ​​test t di Student e il test del chi quadrato. Sono stati calcolati gli odds ratio per stimare il rischio relativo di sviluppare cicatrici da acne in caso di rilevamento di uno specifico parametro.

Opportunità e sfide future

Lo studio soprariportato dimostra che, in una popolazione costituita prevalentemente da pazienti con IGA (Investigator’s Global Assessment) di grado 2, il solo esame clinico non identifica efficacemente il rischio di nuove cicatrici da acne. La presenza di infiltrato infiammatorio rilevato tramite microscopia confocale a riflettanza (RCM) è risultata significativamente associata a un aumento del rischio di cicatrici; OR 4,23 (CI: 2,05–8,71).

L’identificazione di specifici parametri microscopici, come le alterazioni vascolari e l’infiltrato infiammatorio nella cute dei pazienti affetti da acne, potrebbe essere utile per prevedere lo sviluppo di nuove cicatrici acneiche, permettendo di ottimizzare le terapie nelle fasi iniziali della malattia.

Sono necessari ulteriori studi prospettici per individuare potenziali biomarcatori predittivi della formazione, dell’evoluzione e della progressione delle cicatrici da acne.

Manfredini M., Fiorito F., Marchio T. et al., Atrophic Acne Scar Risk and Reflectance Confocal Microscopy Predictive Features, Journal of Cosmetic Dermatology 25, no. 4 (2026): e70661, https://doi.org/10.1111/jocd.70661

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