Rimodellare i corpi svuotati dai farmaci anti-obesità con innesti di grasso prelevato da cadaveri: è il nuovo trend degli Stati Uniti. Chiamato off-the-shelf fat, grasso pronto all’uso, o bottled fat grafting, innesto di grasso in bottiglia, questo prodotto non è in realtà una novità: era stato, infatti, lanciato sul mercato statunitense nel 2024, ricorda la CNN. Il target era costituito da chirurghi plastici certificati con comprovata esperienza nell’utilizzo del grasso.
Dallo scorso gennaio la platea degli utilizzatori si è estesa a una rete più ampia di professionisti, inclusi operatori sanitari di livello intermedio come assistenti medici, infermieri specializzati e infermieri estetici. L’azienda produttrice, sottolinea la CNN, ha dichiarato di formare gli infermieri specializzati, ai quali non è consentito effettuare iniezioni nel seno, su una tecnica di iniezione specifica.
Un’iniezione di grasso da cadaveri per riempire i vuoti da agonisti del Glp-1
Il prezzo di una siringa da 12,5 cc di questo correttore dei tessuti molli può arrivare fino a circa 2.250 dollari americani. Questo prodotto viene pubblicizzato come alternativa all’innesto di grasso autologo.
In seguito all’aumento dei casi di “svuotamento” da dimagrimento legato all’utilizzo dei farmaci anti-obesità agonisti del Glp-1. Tra le richieste dei pazienti riportate dalla CNN, quelle di innesto di grasso da cadaveri nel seno, nei glutei e nel viso. Per andare incontro all’aumento della domanda, l’azienda da cui escono questi innesti di grasso da cadaveri sta aumento la produzione.
Ad invogliare i pazienti, nonostante la provenienza, sono diversi aspetti: non prevede l’utilizzo di filler sintetici o di sacche impiantante e non richiede tempi di recupero. Solitamente l’intervento dura un’ora per l’iniezione e non richiede anestesia generale né ricovero ospedaliero.
Le possibili complicazioni
Al di là delle possibili implicazioni etiche di utilizzare corpi donati per fini di lucro, gli effetti avversi si possono verificare. Un caso è quello riportato dalla CNN: Sandra, avvocato di 43 anni, ha deciso di superare i propri timori di un intervento di mastoplastica additiva facendo ricorso proprio all’iniezione di grasso da cadaveri. Ha pagato 13mila euro per l’intervento. Due mesi dopo, il seno destro ha iniziato a farle male, la pelle è diventata livida. Le sono state aspirate alcune cisti, ma chi l’ha seguita sostiene che potrebbe avere bisogno di un intervento chirurgico per rimuovere eventuali residui.
Fonte: CNN


