La pelle in estate: i rischi e la prevenzione corretta

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La pelle in estate: i rischi e la prevenzione corretta

La pelle in estate: i rischi e la prevenzione corretta

Cresce l’attenzione degli italiani per la cura della pelle, per prevenire sia patologie sia inestetismi legati all’esposizione al sole, e aumentano anche le visite dermatologiche. Lo ha attestato l’indagine A fior di pelle: i disturbi dell’epidermide in estate. Come affrontarli? commissionata da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione) e condotta fra circa mille italiani su tutto il territorio nazionale.

Lo stato di salute della pelle

«In generale, lo stato di salute della pelle non è peggiorato – ha esordito Antonio Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano e presidente fondatore di ISPLAD (International Society of Plastic-Rigenerative Dermatology) –. C’è maggiore consapevolezza dei rischi legati alle pelle ed è passato il tempo in cui si tendeva ad accettare la comparsa di possibili danno o inestetismi».

Come quelli, ad esempio, legati al sole: macchie, eritemi e nei possono essere una diretta conseguenza di una esposizione che non rispetta le regole base, a partire dalla preparazione della pelle al sole: esporsi gradualmente ai raggi solari, circa 20 minuti al giorno, così da favorire la produzione di melanina che diventa fattore protettivo per la pelle stessa, usando la giusta protezione con SFP 50 nei primi giorni/settimane e mai inferiore ai 30 nei successivi, adeguata al proprio fototipo di pelle con maggiore attenzione in caso di pelle chiara perché i raggi ultravioletti penetrano maggiormente in profondità, con il rischio di arrecare anche danni permanenti.

«Non solo filtri solari – ha proseguito il professor Di Pietro –: fondamentale è anche applicare a fine giornata una crema idratante. Oggi ne esistono a base di sostanze in grado di ricreare i collegamenti tra le cellule persi con la sudorazione, in modo da evitare l’insorgenza di scottature. Per proteggere la pelle dalla macerazione e per sfiammarla, nel caso di bruciature, si può ricorrere a creme ad azione lenitiva e rinfrescante contenenti degli ossidi come lo zinco o all’amido che rinfresca la pelle quando è arrossata, facendo un impacco con pane secco imbevuto in acqua e avvolto in un canovaccio».

Sempre con i solari

Il solare non è opzionale. Va applicato sempre: quando ci si espone al sole per periodi prolungati, quando la pelle è abbronzata (ma resta soggetta a possibili scottature), dopo ogni bagno e doccia, soprattutto in caso di pelli più delicate come quelle di bambini e ragazzi fino ai 15 anni e degli adulti dopo i 45 anni.

«È importante ricordare che la pelle si brucia a qualsiasi età – ha sottolineato Di Pietro –. Quando prendiamo il sole è come se venissimo colpiti da tanti spilli che creano dei piccoli fori ed entrano nella pelle, producendo radicali liberi e provocando l’invecchiamento della pelle (o photoaging o fotoinvecchiamento). Se l’esposizione al sole è di breve durata e se la pelle è forte, gli spilli si limiteranno a rimanere in superficie, ma se il tempo si prolunga o se la pelle è sensibile, questi andranno più in profondità causando bruciore. La protezione solare, al contrario, impedisce questa penetrazione e conseguenti scottature, che sono pericolose poiché determinano la distruzione delle cellule e alterazioni del DNA che possono portare a tumori».

Quando evitare il sole

Meglio evitare il sole se si soffre di malattie come lo xeroderma pigmentoso, in cui un’abnorme sensibilità alle radiazioni ultraviolette espone nel 60% dei casi a un elevato rischio di gravi scottature con comparsa di eritema anche alla minima esposizione solare.

«Devono prestare particolare attenzione anche coloro che hanno la pelle molto sensibile e chi è in terapia con farmaci particolari, assunti per bocca, che possono aumentare la fotosensinbilità come etracicline, chinolonici, amiodarone, fenotiazine, metotrexato, anti-infiammatori non steroidei (FANS), sulfonamidi, diuretici, ipoglicemizzanti, antifungini e contraccettivi orali con estrogeni».

I rischi per la pelle

Nei, cheratosi, macchie della pelle sono da monitorare se ci si espone al sole, poiché possono degenerare in forme tumorali benigne o maligne.

«Il melanoma è uno dei tumori più gravi, ma anche quello più facile da individuare con una diagnosi precoce: nel 70% dei casi, infatti, inizia a manifestarsi con delle macchioline sulla pelle dove prima non c’era nulla e solo per il 30% insorge su nei preesistenti – ricorda Di Pietro –. È dunque importante farsi visitare da una specialista in caso di comparsa di una nuova macchia. Anche le dermatiti, spesso collegate a forme allergiche da contatto con sostanze di diversa natura, devono essere oggetto di controllo periodico. Se i disturbi sono leggeri e prurito e infiammazione sono solo occasionali o hanno breve durata, i farmaci di automedicazione a base di antistaminici o di corticosteroidi per uso topico possono aiutare a risolvere i fastidi. Nelle forme più gravi, invece, occorre rivolgersi al medico».

Al pari, ha aggiunto il dermatologo, «con antistaminici può essere trattato l’eritema, caratterizzato dalla presenza di piccole bollicine piene di liquido, pruriginose nell’area della scottatura, più facilmente su spalle e decolleté, indotto oltre che dal sole anche dal calore. In via preventiva, è bene nebulizzare un po’ di acqua sulla pelle: abbassare di qualche grado la temperatura elimina il rischio associato alla vasodilatazione. In caso di comparsa di eritema, evitare di esporsi al sole per qualche giorno».