Comorbilità dell’idrosadenite suppurativa

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DnaL’idrosadenite suppurativa è una patologia dall’eziologia multifattoriale, in cui giocano un ruolo determinante sia fattori genetici sia ambientali. Studi recenti tendono a inquadrare l’idrosadenite come una patologia sistemica e legata a diverse comorbilità.

Le patologie associate all’idrosadenite suppurativa sono tra i temi della review pubblicata dal gruppo di ricerca guidato da Giuseppe Monfrecola all’Università di Napoli, dove è stato ordinario di Dermatologia fino a novembre 2017 e per 15 anni direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia. Il lavoro, che riepiloga le manifestazioni cliniche di questa malattia così impattante sulla qualità di vita dei pazienti, delinea anche lo stato dell’arte degli approcci terapeutici disponibili, spesso fuori indicazione e con elevata variabilità nelle risposte.

La diagnosi è basata solo sui segni clinici e raramente rapida. Infatti, per quanto la patologia sia ben nota allo specialista per la tipicità del quadro clinico, il paziente arriva alla diagnosi in media dopo sette anni. Questo perché, a causa degli aspetti clinici con cui l’idrosadenite si presenta, difficilmente il paziente viene subito indirizzato al dermatologo.

Le principali comorbilità comprendono obesità e sindrome metabolica, depressione, malattie infiammatorie croniche dell’intestino (IBD).

Malattie metaboliche

Il tasso di obesità nei pazienti con idrosadenite suppurativa varia tra il 12% e l’88% a seconda della popolazione. Inoltre, la severità dell’idrosadenite è associata all’indice di massa corporea. Alcuni studi hanno evidenziato anomalie nella regolazione del livello delle adipocitochine, con macrofagi nel grasso viscerale in grado di liberare livelli aumentati di citochine pro-infiammatorie, come TNF-α e IL-1β, ed esacerbare le manifestazioni dell’idrosadenite. Chi soffre di idrosadenite ha rischio più elevato per la sindrome metabolica rispetto alla popolazione sana; analogamente è elevato il rapporto di probabilità (Odds Ratio) fra idrosadenite suppurativa e obesità addominale, ipertrigliceridemia, bassa colesterolemia HDL e iperglicemia. Condizioni, queste, che aumentano il rischio cardiovascolare, che in effetti è elevato nei pazienti con idrosadenite. La letteratura suggerisce quindi la possibilità di disturbi legati alla sindrome metabolica non ancora diagnosticati, anche in individui di giovane età. I pazienti potrebbero trarre benefici da un precoce ricorso a regimi dietetici finalizzati a controllare le comorbilità metaboliche che possono peggiorare l’idrosadenite, con anche il vantaggio di conseguire una riduzione del peso corporeo.

Depressione, malattie infiammatorie intestinali, disturbi reumatologici

La depressione è un’altra patologia associata alla idrosadenite suppurativa. Alcuni studi hanno evidenziato una prevalenza della patologia depressiva di quasi il 6% superiore nei pazienti con idrosadenite rispetto al controllo.

Nei pazienti con idrosadenite suppurativa si rileva una predisposizione a patologie gastrointestinali, in particolare una prevalenza di malattie infiammatorie croniche intestinali 4-8 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

La patologia è anche associata a pioderma gangrenoso, frequentemente legato ai disturbi infiammatori cronici intestinali. Si riscontrano inoltre tre sindromi caratterizzate dall’associazione di idrosadenite suppurativa, pioderma gangrenoso e acne conglobata con anche la presenza di un coinvolgimento articolare (artrite piogenica o spondiloartrite assiale). Condizioni reumatologiche si accompagnano spesso all’idrosadenite: sintomi muscoloscheletrici, artriti, entesiti, mal di schiena infiammatorio e spondiloartropatia; sono anche riportati diversi disturbi a carico delle articolazioni.

Patologie e neoplasie dermatologiche

A causa del comune meccanismo patogenetico, l’idrosadenite si osserva in associazione ad altre patologie originate dall’ostruzione del follicolo pilosebaceo: acne conglobata, cellulite dissecante, cisti pilonidali.

Considerando infine il rischio di tumori maligni, viene riportata la possibilità di sviluppo del carcinoma squamocellulare entro o nelle vicinanze delle lesioni da idrosadenite (tra l’1% e il 3,1% dei pazienti), più frequente a livello dei glutei e nelle aree perianale e perineale. Gli studi suggeriscono la massima attenzione all’esame delle lesioni e di abbassare la soglia di esecuzione di biopsie per minimizzare i rischi di metastasi del carcinoma squamocellulare in questi pazienti.

Bibliografia

Maddalena Napolitano, Matteo Megna, Elena A Timoshchuk, Cataldo Patruno, Nicola Balato, Gabriella Fabbrocini, Giuseppe Monfrecola. Hidradenitis suppurativa: from pathogenesis to diagnosis and treatmentClinical, Cosmetic and Investigational Dermatology (2017). 10: 105-115.

 

 

Dal punto di vista della fisiologia patologica, è primariamente caratterizzata da una occlusione follicolare a livello del follicolo pilosebaceo, seguita dalla rottura del follicolo e da risposte immunitarie con infiammazione nell’area perifollicolare, da cui si sviluppano le lesioni che definiscono il quadro clinico della patologia. L’idrosadenite suppurativa (HS) ha un impatto molto rilevante e spesso distruttivo sulla qualità di vita dei pazienti, anche per le difficoltà del trattamento. Infatti, le terapie disponibili sono limitate, spesso off-label. La scelta del trattamento avviene in relazione alla severità della patologia e a un valutazione individuale del suo impatto. Molto recente l’utilizzo del biologico adalimumab nelle forme da moderate a severe con esiti promettenti.

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