Come gestire l’orticaria cronica spontanea

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OrticariaPer definizione l’orticaria cronica spontanea è una patologia cutanea caratterizzata da pomfi pruriginosi e transitori che dura da più di 6 settimane. Secondo le linee-guida dell’Accademia europea di allergologia e immunologia clinica (EAACI), essa può essere distinta in due sottotipi principali: orticaria cronica spontanea (CSU), in cui i pomfi appaiono in maniera spontanea, e orticaria inducibile, scatenata da fattori trigger fisici.

L’orticaria cronica spontanea può essere associata a fattori trigger quali allergeni alimentari o infezioni, ma in almeno il 40% dei casi è di natura autoimmune, causata da autoanticorpi circolanti (anti-FcεR1 or anti-IgE) o autoreattivi. Un recente documento, rivalutando le linee-guida europee, raccoglie alcune indicazioni pratiche utili sia per la diagnosi sia per la gestione dell’orticaria cronica spontanea nel contesto della situazione italiana. Per quanto riguarda la terapia, gli antistaminici di seconda generazione sono il trattamento di prima linea; possono essere usati anche a dosi superiori a quelle indicate come trattamento di seconda linea nei pazienti non responsivi. Il trattamento di terza linea include gli antagonisti dei recettori dei leucotrieni che comunque non hanno un’indicazione specifica per il trattamento dell’orticaria cronica spontanea, la ciclosporina, il cui uso per questa patologia è ancora off-label, e l’omalizumab. Quest’ultimo è un anticorpo monoclonale IgG che lega le IgE libere, down-regola la funzione dei mastociti e induce apoptosi degli eosinofili. È emerso di recente come trattamento efficace e sicuro per i casi sia di orticaria cronica spontanea che autoimmune/autoreattiva e non-autoimmune/non autoreattiva non responsivi agli antistaminici e il suo uso è stato ufficialmente approvato in questa patologia.

Marzano AV, Pigatto P, Cristaudo A, et al. G Ital Dermatol Venereol. 2015; 150(2): 237-46.