A tutela del paziente

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È alta la percentuale degli italiani che si dichiara insoddisfatto del trattamento trovato sul web. Secondo gli ultimi dati ICAMP si aggirerebbe attorno al 30%. Di certo non aiuta l’assenza di un preciso quadro normativo a garantire la qualità del trattamento estetico erogato. Tuttavia sembra che le cose stiano cambiando. Al fine della tutela dei pazienti, alcuni Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri hanno istituito elenchi speciali per consentire la pratica della medicina estetica, subordinando l’iscrizione a tali elenchi al conseguimento di un master universitario biennale in medicina estetica o all’avere seguito corsi biennali o quadriennali realizzati da scuole private autorizzate dal ministero della Salute. A ciò si aggiunge la recente norma EN 16844 del giugno 2017 “Standard Europei per la Medicina Estetica e le Pratiche non Chirurgiche per l’Estetica” pubblicata dal Comitato Europeo di Normazione (CEN/TC 403). «Tali standard indicati dalla sigla EN 16844 – ha spiegato Francesco Amenta, presidente del Congresso ICAMP – testimoniano lo sforzo del normatore europeo ad emanare suggerimenti e linee di indirizzo. Tali linee, sebbene non siano vincolanti rientrando la problematica della tutela della salute tra le competenze degli stati nazionali, danno, comunque, indicazioni che dovranno essere tenute in conto, specie dai Paesi che, in effetti, non hanno regolato la materia».

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