Ruolo dell’infiammazione neurogenica e dello stress nella patogenesi della psoriasi

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Sergio Chimenti, direttore della Clinica dermatologica dell'Università Tor Vergata, Roma
Sergio Chimenti, direttore della Clinica dermatologica dell’Università Tor Vergata, Roma

L’associazione tra psoriasi e stress è ormai nota: lo stress psicologico è classicamente uno dei fattori scatenanti o aggravanti la psoriasi. «Dal punto di vista patogenetico ‒ riferisce Sergio Chimenti, ordinario di dermatologia presso l’Università di Roma Tor Vergata e direttore della Clinica dermatologica del Policlinico universitario ‒ la base che correla la psoriasi allo stress può essere rappresentata dall’infiammazione neurogenica. È stato osservato, infatti, un aumento delle terminazioni nervose a livello della cute lesionale psoriasica e un aumentato rilascio di peptidi e mediatori di derivazione neurologica che possono amplificare l’infiammazione, principalmente guidata da citochine e mediatori pro-infiammatori e pro-proliferativi (chemochine, peptidi anti-microbici, ecc.) prodotte da cellule del sistema immunitario».

La Clinica dermatologica di Tor Vergata sta studiando il “brain-skin-axis”, per indagare come lo stress sia coinvolto nella comparsa e/o aggravamento nella psoriasi. Oltre all’esacerbazione della malattia durante periodi di stress e alla marcata proliferazione delle terminazioni nervose cutanee a livello della cute colpita da psoriasi, osservazioni riportate in letteratura evidenziano nelle placche psoriasiche anche up regulation di neuropeptidi pro-infiammatori (sostanza P, VIP, CGRP), risposta terapeutica ad agenti neuromodulatori quali capsaicina, somatostatina, peptide T.

È pure riportato clearance di placche attive in siti di anestesia e in seguito a denervazione traumatica di nervi cutanei. Riscontri in pazienti affetti da artrite reumatoide hanno fatto ipotizzare un ruolo della sostanza P nella patogenesi di questa malattia così come nella psoriasi. Inoltre è stata osservata la mancata comparsa di lesioni psoriasiche nel lato affetto dei pazienti emiplegici.

Un altro aspetto di interesse evidenziato da diversi studi riguarda un aumento di NGF a livello delle placche psoriasiche. NGF è chemotattico per i leucociti, induce l’espressione di RANTES e IL-8, stimola la degranulazione delle mast-cell, determina up regulation di neuropeptidi proinfiammatori, attiva le cellule T e causa la diapedesi dei leucociti. Inoltre, NGF sembra avere un ruolo nell’espressione di molecole di adesione quali ICAM-1 e nell’angiogenesi. L’espressione di ICAM-1 sulla superficie endoteliale facilita l’attivazione dei linfociti T nella psoriasi. Attraverso la stimolazione del gene c-fos promuove la proliferazione di cellule neuronali, dei cheratinociti e delle cellule endoteliali.

L’alterazione nella cute psoriasica del PGP 9.5, un marker generale delle fibre periferiche, sembrerebbe confermare una modificazione del network nervoso.

Gli studi del Dipartimento di dermatologia dell’Università di Tor Vergata hanno dimostrato un incremento delle fibre CGRP-positive e degli apparenti contatti con le cellule di Langerhans in cute psoriasica lesionale e non lesionale, invece non presenti nella cute normale. Tale osservazione suggerisce una connessione tra sistema nervoso periferico e patogenesi della psoriasi, supportando l’ipotesi dell’infiammazione neurogenica e spiegando perché le situazioni di stress acuto e cronico rappresentano spesso dei fattori trigger di numerose malattie dermatologiche.