La rosacea è una condizione infiammatoria cronica della pelle influenzata da fattori ambientali, nutrizionali, genetici e legati allo stile di vita che svolgono un ruolo fondamentale nella sua insorgenza e nella sua esacerbazione. Le caratteristiche cliniche distintive includono sensibilità cutanea, vampate di calore, eritema, teleangectasie, papule, pustole e iperplasia delle ghiandole sebacee.

Storicamente sono stati descritti quattro sottofenotipi di rosacea: rosacea eritemato-teleangectasica (ETR), papulo-pustolosa (PPR), fimatosa (PhR) e oculare, sebbene vi sia una frequente sovrapposizione. Oltre alle manifestazioni dermatologiche, la rosacea è associata a molteplici comorbilità sistemiche, tra cui ipertensione, dislipidemia, malattie infiammatorie intestinali (IBD), ansia e depressione.

Esposoma: un identikit

Per esposoma si intende la misura di tutte le esposizioni di un individuo durante la sua vita e in che modo queste siano correlate al benessere. Le esposizioni ambientali esterne (esposoma esterno) a cui un individuo è soggetto prima e dopo il concepimento e le loro conseguenze a livello di organi e cellule (esposoma interno) vengono esaminate per spiegare l’insorgenza, lo sviluppo e le esacerbazioni di malattie infiammatorie. Comprendere i fattori esposomiali implicati nella patogenesi e nell’esacerbazione della rosacea è fondamentale per una gestione olistica e personalizzata del paziente.

Il valore della personalizzazione

Il presente lavoro, pubblicato sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, esplora come fattori intrinseci quali la suscettibilità genetica, la disregolazione immunitaria, le alterazioni del microbioma, le influenze ormonali e lo stress psicosociale si intersechino con fattori scatenanti estrinseci come le radiazioni ultraviolette (UVR), l’inquinamento atmosferico, gli aspetti nutrizionali e la variabilità climatica, plasmando la patogenesi della rosacea. Recenti progressi nella trascrittomica a singola cellula hanno identificato i fibroblasti come componenti chiave dei percorsi infiammatori e vascolari nella rosacea.

Contemporaneamente, le scoperte sugli RNA non codificanti e sulle modificazioni dell’RNA hanno rivelato firme molecolari specifiche per sottotipo e nuovi biomarcatori. Studi di randomizzazione mendeliana (MR) hanno confermato ulteriormente i nessi causali tra rosacea e comorbilità autoimmuni, metaboliche e gastrointestinali.

Il ruolo dell’asse intestino-cute, in particolare per quanto riguarda la proliferazione batterica dell’intestino tenue (SIBO) e l’infezione da Helicobacter pylori, ha confermato l’importanza del dialogo microbico e neuroimmunitario. Persistono, tuttavia, disparità nella diagnosi e nella gestione, in particolare tra gli individui con pelle di colore (SOC) e con accesso limitato all’assistenza sanitaria.

Gestione della rosacea: verso un cambio di paradigma

Integrando un quadro esposomiale, la revisione soprariportata sostiene un cambio di paradigma nella gestione della rosacea: dal trattamento reattivo a un intervento proattivo basato sull’esposoma. La skincare personalizzata, le strategie mirate al microbioma, la modulazione della dieta e il supporto psicosociale si configurano come pilastri emergenti in un quadro di medicina olistica e di precisione.

La ricerca futura dovrebbe dare priorità alla prevenzione basata sull’esposoma, ai modelli di cura inclusivi e allo sviluppo di interventi personalizzati che affrontino sia gli aspetti cutanei che quelli sistemici della rosacea.

Grafanaki K, Bakoli Sgourou D, Maniatis A, Pasmatzi E. The exposomal imprint on rosacea: More than skin deep. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2025; 00:1-17. https://doi.org/10.1111/jdv.70112

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