Negli ultimi anni, l’acido succinico ha attirato un’attenzione crescente. Il suo impiego in cosmetica, cosmetologia e dermatologia estetica rimane, tuttavia, relativamente poco esplorato e insufficientemente descritto, soprattutto in termini di evidenze cliniche.
L’ acido succinico (acido butandioico, acido ambrato), noto anche come succinato nella sua forma anionica, è un acido dicarbossilico con formula chimica C₄H₆O₄. L’acido succinico e i suoi derivati sono adoperati non solo come tensioattivi, ma anche come ingredienti attivi nelle formulazioni cosmetiche, in virtù delle loro proprietà antiossidanti, idratanti ed emollienti.
In qualità di peeling chimico rappresenta un’alternativa innovativa ai classici idrossiacidi. La sua azione superficiale si basa su una delicata esfoliazione combinata con intensi effetti lenitivi e antiossidanti, che lo rendono uno strumento ideale per il trattamento della pelle acneica, vascolarizzata e reattiva.
In quanto intermedio naturale ed essenziale del ciclo dell’acido citrico (ciclo di Krebs), l’acido succinico svolge un ruolo fondamentale nel trasporto di elettroni e nella sintesi di adenosina trifosfato (ATP). La sua somministrazione esogena nelle terapie iniettabili non solo ottimizza il metabolismo energetico dei fibroblasti, bensì induce anche meccanismi di riparazione avanzati, come la mitofagia, ossia l’autofagia selettiva dei mitocondri danneggiati
Acido succinico e derivati: una revisione
Il presente lavoro, pubblicato su Applied Sciences, riassume le proprietà chimiche, la presenza in natura e le funzioni fisiologiche dell’acido succinico, con particolare attenzione alle capacità per applicazioni topiche e intradermiche.
Dopo un focus sulla struttura chimica, sulle proprietà e sulle fonti di acido succinico ed una panoramica sul suo ruolo biologico nel metabolismo cellulare naturale, viene poi descritto lo stato attuale dell’acido succinico e dei suoi derivati come ingredienti cosmetici e sviscerate le potenzialità in medicina estetica (acido come peeling chimico, succinato di sodio negli stimolatori tissutali e nella mesoterapia). La review rimarca i ruoli emergenti dell’ingrediente in questione nella gestione dell’acne vulgaris, della rosacea, dell’iperpigmentazione, concludendo con uno sguardo alle prospettive future.
Opportunità e prossime sfide
Gli studi disponibili suggeriscono che l’acido succinico possa modulare l’infiammazione, migliorare la microcircolazione, supportare la proliferazione dei fibroblasti e stimolare la produzione di collagene ed elastina, sebbene la maggior parte delle evidenze cliniche derivi da studi preliminari o su piccola scala.
Guardando al futuro, la crescita del mercato e il crescente interesse scientifico indicano una potenziale espansione dei prodotti a base di acido succinico in dermatologia estetica. Sono auspicabili studi clinici e meccanicistici aggiuntivi per convalidarne le applicazioni e stabilire protocolli standardizzati per il suo utilizzo in ambito cosmetico e medico.
Affrontare le sfide tecnologiche ed economiche associate alla lavorazione a valle dell’acido succinico potrebbe fare la differenza. Lo sviluppo di sistemi di purificazione più efficienti, convenienti ed economici rimane essenziale per la produzione su larga scala di acido succinico ad elevata purezza. Gli approcci attuali includono tecniche come l’estrazione reattiva, la distillazione sotto vuoto e la cristallizzazione, che sono oggetto di studio per ottenere purezze del prodotto fino al 99,5%. Questi processi spesso rimangono, però, ad alta intensità energetica o richiedono un’ulteriore ottimizzazione per garantire la redditività economica su scala industriale.
Un’altra sfida importante riguarda l’integrazione di una purificazione efficiente con processi di produzione a monte sostenibili. La combinazione di ceppi microbici migliorati, condizioni di fermentazione ottimizzate, strategie di separazione e purificazione efficienti e l’uso di substrati rinnovabili a basso costo è considerata cruciale per la commercializzazione di successo dell’acido succinico di origine biologica. Le soluzioni tecnologiche integrate potrebbero ridurre significativamente sia l’impatto ambientale che i costi di produzione, supportando la transizione dalla sintesi basata sul petrolio a percorsi di produzione ecologici e sostenibili.
Allo stesso tempo, occorre prestare attenzione anche alla variabilità analitica associata all’acido succinico prodotto da diverse fonti di biomassa e sistemi di fermentazione. La creazione di protocolli analitici standardizzati e strategie di controllo qualità sarà necessaria per garantire la riproducibilità, la consistenza del prodotto e l’idoneità per applicazioni in settori sensibili.
Grabska-Zielińska S, Urtnowska-Joppek K. Succinic Acid in Cosmetics and Aesthetic Dermatology: Biological Roles and Applications. Applied Sciences. 2026; 16(7):3538. https://doi.org/10.3390/app16073538


