Un cerotto morbido, elastico e attivabile con un leggero aumento della temperatura potrebbe rappresentare una valida alternativa, non invasiva, alla chirurgia per il trattamento del melanoma, una delle forme più aggressive e letali di tumore cutaneo.
Lo ha sviluppato un team di ricercatori della School of Pharmaceutical Sciences della Wuhan University, in Cina, che ha da poco pubblicato i risultati dei primi test sulla rivista ACS Nano.
Qual è il problema con il melanoma
Oltre l’80% dei decessi legati ai tumori della pelle è dovuto al melanoma, un tumore che, a dispetto dei progressi terapeutici, rimane tuttora una sfida rilevante per la sua elevata capacità metastatica e la frequente resistenza ai trattamenti convenzionali.
Seppure la rimozione per via chirurgica rappresenti il gold standard, porta con sé limiti importanti, come le complicanze post-operatorie, il rischio di recidiva e la difficoltà nel lasciare intatti i tessuti sani circostanti. Per questo si lavora a opzioni più mirate e meno invasive, sfruttando in particolare i progressi delle nanotecnologie.
Il nuovo patch
Il cerotto della Wuhan University si inserisce in questo filone di ricerca. Il piccolo dispositivo è costituito da grafene incorporato all’interno di una matrice in silicone biocompatibile che aderisce perfettamente alla cute e contiene ossido di rame depositato all’interno dei pori: è questa la sostanza al cuore dell’azione.
Confortevole e inerte sulla pelle, si attiva solamente quando sottoposto a un lieve riscaldamento tramite un laser a bassa potenza (circa 42 °C), liberando localmente ioni rame. Questi vanno a interagire selettivamente con le cellule di melanoma sottostanti, procurando loro un forte stress ossidativo e distruggendole, senza, tuttavia, danneggiare i tessuti limitrofi, in modo da minimizzare gli effetti collaterali tossici.
Azione su più fronti
Il sistema ha un meccanismo d’azione multiplo. Provoca un aumento di specie reattive dell’ossigeno, determinando tre diverse vie di morte cellulare: apoptosi (il processo programmato di morte cellulare), cuproptosi (una forma di morte cellulare dipendente dal rame) e ferroptosi (dipendente dal ferro). Oltre ad eliminare velocemente le cellule cancerose, può anche modificare il microambiente tumorale e incentivare l’immunità antitumorale.
Risultati promettenti
Il team ha scoperto che gli ioni di rame uccidevano la maggior parte delle cellule di melanoma coltivate in vitro e ne rallentavano la diffusione. Nei test preclinici, condotti sui topi, due sessioni di fototerapia di un’ora ciascuna col nuovo patch hanno ridotto le lesioni cancerose fino al 97% nell’arco di appena dieci giorni, senza danneggiare i tessuti sani né accumuli tossici di rame negli organi o nel sangue, a indicare un buon profilo preliminare di sicurezza.
Il cerotto ha, inoltre, dimostrato una buona capacità di inibire la migrazione delle cellule tumorali, con un minor rischio quindi di metastasi.
Una nuova frontiera della terapia cutanea
Al di là dell’efficacia, il cerotto presenta diversi vantaggi pratici: è facile da applicare, non invasivo e potenzialmente riutilizzabile, caratteristiche che rappresentano un plus sia per la qualità di vita dei pazienti sia in termini di spesa.
Strumenti di questo tipo potrebbero rivoluzionare l’approccio al trattamento del melanoma e altri tumori, affiancando o addirittura sostituendo la chirurgia con soluzioni tecnologiche innovative.
Xiaoyu Xu, Le Cheng, Baoping Li, et al. A Stretchable, Transparent, Photothermally Stimulated Laser-Induced Graphene Patch for Noninvasive Skin Tumor Treatment. ACS Nano 2026 17;20(10):8671-8690.


