Vasculiti e rischio di ulcere cutanee

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ulcera venosa

Il 3-5% delle ulcere cutanee è causato da vasculiti, talvolta circoscritte alla cute, interessando arteriole, capillari e venule, talvolta localizzate a livello di vasi medi o grandi con coinvolgimento degli organi interni e interessamento cutaneo secondario a ischemie localizzate, che danneggiano il microcircolo che alimenta la pelle. Spesso queste ulcere si manifestano a livello dell’estremità inferiore della gamba e del piede, dove la compromissione vascolare è un fattore predisponente.

Sulle ulcere collegate alle vasculiti Massimo Papi, dermatologo con trentennale esperienza nello studio e trattamento delle vasculiti, pubblica una review sull’International Journal of Lower Extremity Wounds. Nel sottolineare come una parte significativa delle ulcere cutanee non origini da problemi di vasi di grosso calibro bensì da una condizione di sofferenza a livello della microcircolazione, il lavoro offre una disamina dell’eziopatologia delle ulcere da vasculiti cutanee, per poi trattare gli aspetti diagnostici e clinici delle ulcere nei diversi tipi di vasculite fino prenderne in esame la gestione dal punto di vista terapeutico.

In conclusione, gli autori propongono una discussione sul rischio di ulcere croniche legato alle diverse tipologie di vasculiti. Alcuni tipi di vasculite, infatti, sono maggiormente soggetti a rischio di ulcera in relazione al decorso clinico, a causa di complicanze dovute alla formazione di trombi o di fibrosi. Se nella porpora di Schönlein-Henoch è raro l’esito nell’ulcera cutanea, la formazione di lesioni necrotico-ulcerative è frequente nella vasculite leucocitoclastica cutanea (CLV), con la presenza di ulcere osservata nel 15% dei casi trattati dagli autori (più di 200) nella propria pratica clinica. In alcuni pazienti, la presenza di anticoagulante lupico e altre alterazioni della coagulazione suggerisce la possibilità di formazione di microtrombi, che supportano una relazione fra le complicanze ulcerative della CLV e disordini della coagulazione, peraltro riportata anche in letteratura.

Il rischio della formazione di ulcere è anche più alto nella vasculite da crioglobulinemia e massimo nella panarterite nodosa (PAN). Nel primo caso, i danni che portano all’ulcerazione cutanea si verificano sia per infiammazione sia per occlusione dei piccoli vasi, causata dal deposito di immunocomplessi costituiti da crioglobuline. Nella PAN le ulcere sono dovute alla fibrosi postinfiammatoria che riduce la circolazione causando localmente infarto della cute; questo meccanismo si riscontra anche nella vasculite che ricorre nei pazienti con artrite reumatoide. Nelle vasculiti ANCA-associate (dall’inglese anti-neutrophil cytoplasmic antibodies) le ulcere cutanee non sono frequenti, ma possibili in sedi inusuali.

Oltre che al tipo di vasculite, il rischio risulta strettamente legato al sito anatomico colpito da vasculite nonché alla tipologia e dimensione dei vasi danneggiati. Anche le condizioni del paziente preesistenti all’insorgere della vasculite (problemi circolatori, diabete, ipertensione arteriosa non controllata) possono favorire la formazione di ulcere e condizionarne le caratteristiche cliniche e il tempo di remissione e vanno attentamente valutate.

Papi M, Papi C. Vasculitic Ulcers. The International Journal of Lower Extremity Wounds, 2015: 1–11.

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