La coesistenza di solco lacrimale e palpebra superiore incavata rappresenta un’associazione estetica frequente nella pratica clinica, ma finora poco studiata dal punto di vista chirurgico integrato. Nella maggior parte dei protocolli le due condizioni vengono trattate separatamente, con approcci distinti per la regione periorbitale superiore e inferiore, spesso in tempi chirurgici differenti e con siti donatori multipli per il prelievo di grasso autologo.
Un recente studio retrospettivo monocentrico pubblicato su Aesthetic Plastic Surgery propone, invece, un approccio in un’unica seduta: la blefaroplastica superiore associata al trapianto del grasso orbitario inferiore, con o senza trasferimento dello stesso grasso nella regione del solco lacrimale. L’obiettivo è correggere contemporaneamente due difetti estetici distinti sfruttando un unico sito donatore, riducendo tempi operatori, morbidità e costi per il paziente.
Lo studio
La casistica ha incluso 37 pazienti di sesso femminile, suddivise in due gruppi: 13 pazienti sottoposte a semplice trapianto del grasso orbitario e 24 pazienti sottoposte a trapianto del grasso associato a trasferimento nel solco lacrimale. Il tasso di perdita al follow-up è stato contenuto, pari al 10,8%, un dato che rafforza l’attendibilità dei risultati riportati.
Per la stadiazione della severità delle deformità sono stati utilizzati due sistemi di classificazione consolidati in letteratura: il Park’s grading system per la valutazione del solco lacrimale e la classificazione di Hirmand per la caratterizzazione della sacca palpebrale inferiore e del relativo pattern morfologico. La valutazione soggettiva dell’esito estetico è stata condotta tramite il questionario FACE-Q, strumento validato per la misurazione della soddisfazione del paziente in ambito periorbitale, del benessere psicologico correlato e della funzione sociale percepita.
Risultati clinici
Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo nei punteggi VAS relativi all’estetica palpebrale e alla percezione dell’invecchiamento del volto (p<0,001), a conferma dell’efficacia generale della tecnica chirurgica combinata indipendentemente dalla presenza del trasferimento di grasso.
Il confronto tra i due gruppi ha, tuttavia, evidenziato un dato clinicamente rilevante: il gruppo sottoposto a trapianto di grasso con transfer ha ottenuto un miglioramento significativamente maggiore nella valutazione estetica della palpebra superiore rispetto al gruppo trattato con il solo rilascio (p<0,05). Questo suggerisce che l’apporto volumetrico derivato dal trapianto di grasso autologo prelevato dalla regione orbitaria inferiore fornisca un beneficio aggiuntivo specifico nella correzione dell’incavo palpebrale superiore, oltre alla correzione del solco lacrimale per cui il grasso viene primariamente impiegato.
Dal punto di vista della sicurezza, il profilo complicanze è risultato favorevole: sono state osservate complicanze minori in sei palpebre (8,1% del totale), tutte risolte con gestione conservativa, senza necessità di reintervento chirurgico. La maggior parte delle pazienti ha espresso soddisfazione sia per il risultato ottenuto sia per la decisione di sottoporsi all’intervento, elemento che rafforza la validità dell’indicazione chirurgica combinata.
Implicazioni per la pratica chirurgica
Il dato più interessante per il chirurgo plastico e il dermatologo estetico riguarda la razionalizzazione del sito donatore. Il grasso orbitario inferiore, generalmente rimosso e scartato nella blefaroplastica tradizionale, viene qui reimpiegato come materiale di riempimento autologo per il solco lacrimale e, indirettamente, per potenziare il risultato estetico della palpebra superiore. Questo approccio riduce la necessità di prelievi da siti donatori distanti (addome, cosce), con evidenti vantaggi in termini di invasività, tempi di recupero e accettazione da parte della paziente.
La procedura combinata in un’unica seduta risponde, inoltre, a una domanda crescente da parte dei pazienti orientati verso protocolli di ringiovanimento periorbitale meno frammentati, con minor numero di accessi chirurgici e minore downtime complessivo.
Conclusioni
Lo studio conferma che il trapianto del grasso della palpebra inferiore rappresenta una strategia efficace per l’aumento volumetrico in pazienti con deformità da moderate a severe, sia a livello del solco lacrimale sia a livello della palpebra superiore incavata. L’approccio chirurgico integrato, eseguito in un’unica seduta, consente di affrontare simultaneamente due inestetismi periorbitali distinti evitando ulteriori siti donatori, con un profilo di sicurezza favorevole e alti livelli di soddisfazione riportati dalle pazienti.
Va segnalato che lo studio presenta un livello di evidenza IV, trattandosi di una casistica retrospettiva monocentrica: dati prospettici e multicentrici, con casistiche più ampie, saranno necessari per consolidare ulteriormente queste indicazioni operative nella pratica clinica quotidiana.
Kang Y, Wang D, Fe X, et al. Lower Eyelid Fat Pad Transfer and Upper Eyelid Blepharoplasty for Simultaneous Correction of Tear Trough and Sunken Upper Eyelid Deformities. Aesthetic Plastic Surgery. DOI: 10.1007/s00266-026-06153-y.


