Dai primi anni del diciannovesimo secolo ad oggi: un editoriale pubblicato in occasione del trentesimo anniversario di Aesthetic Surgery Journal (ASJ) ripercorre l’evoluzione della rinoplastica. 

La storia documentata della tecnica endonasale risale ai primi dell’Ottocento, ma è nelle mani del dottor Jacques Joseph, agli inizi del Novecento, che compie il suo salto evolutivo più significativo. Negli anni ’70 nasce poi l’approccio esterno (open approach), che segna una svolta contemporanea nella disciplina.

Tra gli anni ’90 e i primi anni 2000, la rinoplastica si sviluppa attorno a tecniche riduttive e a un’artisticità spesso tramandata da mentore ad allievo, insieme al progressivo affinamento degli innesti alloplastici e autologhi per il supporto strutturale. Sebbene le origini della disciplina siano legate in gran parte a chirurghi non plastici — facciali, otorinolaringoiatri e pionieri multispecialistici —, oggi i chirurghi plastici rappresentano tra i principali innovatori e punti di riferimento del settore.

I contributi più importanti all’evoluzione della rinoplastica

Tra i contributi più influenti, l’editoriale ricorda il lavoro del dottor Jack Gunter sull’approccio open, divenuto rapidamente uno standard di riferimento per precisione strutturale e visibilità intraoperatoria, e gli studi del dottor Dean Toriumi su innesto cartilagineo e rinoplastica di revisione, punti fermi nella gestione dei casi più complessi.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la preservation rhinoplasty, tecnica che negli ultimi anni ha generato un vivace dibattito scientifico. Tra le figure chiave citate figurano i chirurghi Rollin Daniel, Yves Saban, Aaron Kosins e Dean Toriumi.

Innovazione tecnologica in sala operatoria

L’editoriale sottolinea come le tecnologie abbiano trasformato profondamente il panorama della rinoplastica. L‘osteotomia piezoelettrica, sviluppata tra gli altri dal dottor Olivier Gerbault, dal dottor Daniel e dal dottor Kosins, garantisce maggiore accuratezza con minor trauma tissutale, recuperi più rapidi e risultati più prevedibili rispetto alle tecniche osteotomiche tradizionali.

Parallelamente, simulazione digitale, pianificazione virtuale, modellazione tridimensionale e strumenti di visualizzazione aumentata hanno rivoluzionato sia la fase di consulenza preoperatoria sia la gestione intraoperatoria, offrendo al chirurgo strumenti sempre più raffinati per la pianificazione personalizzata dell’intervento.

Prospettive future: AI, medicina rigenerativa e tecniche non invasive

Guardando ai prossimi trent’anni, gli autori identificano alcune direttrici di sviluppo che meritano attenzione da parte dei professionisti del settore:

  • intelligenza artificiale e machine learning, sempre più integrati nella pianificazione pre e post-operatoria, per strategie chirurgiche personalizzate e basate sui dati;
  • medicina rigenerativa con l’impiego crescente di cartilagine bioingegnerizzata e innesti potenziati con cellule staminali, che potrebbero ridurre il ricorso a siti donatori autologhi migliorando al contempo la longevità strutturale del risultato;
  • approcci mininvasivi e non chirurgici, tra cui filler iniettabili, strumenti a ultrasuoni e dispositivi endonasali, destinati a integrarsi sempre più con le tecniche chirurgiche tradizionali;
  • collaborazione internazionale digitale, attraverso piattaforme social e forum scientifici aperti come ASJ Open Forum, che ampliano l’accesso alla formazione e alla condivisione di competenze a livello globale.

Implicazioni per la pratica clinica

Per i professionisti della rinoplastica, questa retrospettiva è un’occasione per inquadrare le proprie scelte tecniche in un percorso evolutivo ben definito: dalla tecnica riduttiva alla filosofia conservativa, dalla standardizzazione manuale alla pianificazione digitale assistita.

La convergenza tra approccio focalizzato sulla anatomia, tecnologia di precisione e strumenti predittivi basati su AI delinea uno scenario in cui la personalizzazione del trattamento diventerà sempre più sistematica e data-driven.

Conclusioni

Il messaggio che emerge dall’editoriale è chiaro: il futuro della rinoplastica sarà scritto dall’incontro tra tradizione tecnica, innovazione tecnologica e approccio interdisciplinare, con l’obiettivo costante di affinare sicurezza, prevedibilità e personalizzazione del risultato estetico e funzionale.

Fonte: Kosins A, Roostaeian J, Stubenitsky B. Reflections on the Evolution of Rhinoplasty and Aesthetic Surgery Journal Over 30 Years. Aesthetic Surgery Journal, Volume 46, Issue 8, agosto 2026, pp. 823–826. DOI: 10.1093/asj/sjag040.

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