Tecniche emergenti per cicatrici e cheloidi

0
2037

Nel contesto di una crescente attenzione all’estetica, un numero sempre più elevato di persone si sente a disagio a causa delle proprie cicatrici, conseguenti a traumi o a interventi chirurgici, e ricerca un miglioramento funzionale ed estetico. D’altra parte, come si osserva nell’attività clinica quotidiana, le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi restano molto difficili da migliorare, nonostante l’esistenza di un’ampia gamma di strategie di trattamento. Sarebbe pertanto preferibile ridurre al minimo i fattori di rischio per quanto possibile. Quindi resta di cruciale importanza la conoscenza dei meccanismi di riparo tissutale e dell’anatomia cutanea, così come del materiale e delle tecniche di sutura per minimizzare gli esiti cicatriziali post operatori.

Accanto alle note strategie profilattiche e terapeutiche per il miglioramento della cicatrizzazione esuberante, sono numerose le tecniche emergenti. Una recente review ne illustra le proprietà. Crioterapia intralesionale, uso di 5-fluorouracile intralesionale, interferone, bleomicina: alcuni di questi metodi sono stati già testati con successo in trial clinici e hanno già incrementato o possono incrementare la gamma attuale di trattamenti a disposizione per le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi in un prossimo futuro. Anche opzioni innovative quali l’imiquimod al 5% in crema, la terapia fotodinamica o la tossina botulinica A possono rappresentare utili presidi, ma i dati a disposizione attualmente sono ancora molto controversi per poter fornire raccomandazioni precise.

Gauglitz GG. Clin Cosmet Investig Dermatol 2013; 6: 103-14.