Il ricorso alla medicina estetica, anche in Italia, sta aumentando a ritmi serrati e si prevede una crescita a due cifre nel prossimo quinquennio. L’incremento della domanda di terapie espone però ad un proliferare di risposte inadeguate e difficili da controllare, ovvero interventi effettuati da professionisti non titolati o non adeguatamente formati, con possibili ripercussioni, anche gravi sui pazienti che possono portare fino al decesso.

Valore e rischi della medicina estetica

All’interno del concetto di benessere, soprattutto negli ultimi anni, viene sempre più ricompreso non solo l’equilibrio fisico ma anche quello psicologico e sociale dell’individuo. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce la medicina estetica, come supporto al benessere della persona in senso lato.

L’immagine della persona non è difatti solo un elemento identitario, ma rappresenta un volano importante per le relazioni sociali e la produttività lavorativa. Ne consegue che sentirsi bene con la propria immagine produce effetti positivi sulla società nel suo complesso.

Al contempo, trattandosi di un ambito specialistico estremamente delicato, è urgente e necessario definire paletti e inquadrare la medicina estetica all’interno di percorsi formativi certificati.

Sono stati questi i temi discussi nel corso di un’intensa mattinata di lavori organizzata nella Sala della Regina a Montecitorio il 10 luglio nel corso dell’evento dal titolo Garantire la qualità e la professionalità nella Medicina Estetica, organizzato su iniziativa di Annarita Patriarca, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, patrocinato dall’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione, promosso da AMEI, Associazione Medicina Estetica Italiana, e con il supporto non condizionato di ICAMP, Scuola Internazionale di Medicina Estetica Pratica.

Gli italiani e la medicina estetica

Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di una survey condotta da CSA su un campione di 1.000 italiani, di cui la metà già fruitori della medicina estetica mentre l’altra metà pur non essendolo hanno espresso interesse verso questa branca medica.

È emerso che nella maggioranza dei casi le persone individuano nel medico estetico (61%) e nel chirurgo plastico (53%) le figure professionali preposte a somministrare questi trattamenti; addirittura 9 italiani su 10 ritengono fondamentale una formazione obbligatoria e specifica, anche se il 21% crede che la figura di riferimento per questo tipo di interventi sia l’estetista. Un dato quest’ultimo che evidenzia la scarsa percezione dei rischi connessi ad interventi di carattere estetico.

Tra le ragioni che hanno portato gli utilizzatori a sottoposti ad un trattamento estetico, la principale è quella di sentirsi meglio con se stessi (71%) seguita da ragioni di salute che hanno interessato un caso su 5 (21%).

Tra gli utilizzatori di medicina estetica, oltre 7 su 10 hanno espresso attenzione alla sicurezza delle terapie e all’importanza di rivolgersi a professionisti preparati; tra coloro che pensano di sottoporsi a trattamenti in futuro, l’82% conta di effettuare la ricerca online su professionisti e strutture accreditate.

L’importanza anche preventiva della medicina estetica

«La medicina estetica si occupa di migliorare la qualità di vita del paziente per rispondere al suo benessere psicofisico, non solo attraverso l’intervento estetico richiesto, ma principalmente contribuendo a rimuovere e a curare la causa direttamente collegata all’insorgenza dell’inestetismo stesso. Per questo, la medicina estetica non è solo la mera esecuzione di un trattamento ma è considerata una medicina preventiva, correttiva, restitutiva e riabilitativa, e quindi anche a sfondo sociale che deve essere praticata da medici con un’attenta e approfondita formazione teorico-pratica», ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

La crescente attenzione e domanda di trattamenti di medicina estetica impone però una maggiore chiarezza su procedure e professionisti.

La necessità di colmare il vuoto legislativo

«Come AMEI, una delle principali Società Scientifiche di Medicina Estetica, e ICAMP, principale Scuola di Formazione nell’ambito, siamo da sempre consapevoli del ruolo, del valore e della responsabilità crescente che questa disciplina ha nei confronti della sfera sociale delle persone e per questo ci impegniamo costantemente per tutelare questa professione. La mancanza di una regolamentazione chiara del settore e della previsione di rigorosi percorsi di formazione penalizza gli operatori seri e professionali a scapito della qualità e sicurezza dei trattamenti, a danno dei cittadini e di tutti gli operatori seri. Al momento, ci sono solo iniziative eterogenee e limitate, ma è chiaro che questo vuoto legislativo possa essere colmato solo tramite iniziative legislative condivise e una crescita culturale del Paese», ha sottolineato Maria Albini, presidente di AMEI e di ICAMP.

Il Presidente della Società Italiana di Medicina Estetica – SIME, Emanuele Bartoletti, ha espresso preoccupazione per il dilagare di interventi tra le giovanissime di 16-17 anni che si sottopongono a “correzioni” eccessive – a partire dalle così dette “labbra a canotto” con la complicità di professionisti compiacenti.

Ancora, Bartoletti ha ricordato l’importanza dell’approccio diagnostico, in alcuni casi del tutto trascurato, un momento essenziale che negli anni ha consentito al medico estetico di identificare patologie ancora silenti.

Altresì, il presidente SIME ha evidenziato l’aumento delle complicanze delle procedure. Presso il primo centro di medicina estetica istituito presso l’Isola Tiberina, negli ultimi anni l’ambulatorio dedicato alle complicanze ha visto crescere il numero di pazienti da 3-4 a settimana fino a 10-12, a conferma di procedure eseguite da operatori non competenti e non in grado di gestire le complicanze di un intervento.

La mozione presentata

Proprio da questo scenario ha preso avvio la mozione presentata lo scorso anno dalla promotrice dell’evento, Annarita Patriarca, con l’obiettivo di impegnare il Governo nel più breve tempo possibile a regolamentare il settore in maniera chiara e univoca.

«È evidente, alla luce dei dati presentati oggi, come questo settore sia in costante crescita e come le tecnologie utilizzate nel corso dei trattamenti estetici siano in continua evoluzione. Dal dibattito di oggi, però, è emerso anche come una maggiore complessità nella gestione delle prestazioni richieda parallelamente anche una professionalità adeguata e una regolamentazione univoca, a tutela della salute di tutti i consumatori. Obiettivi che ci sentiamo di condividere e promuovere, alla luce del nostro costante impegno come Associazione Parlamentare di riferimento per la salute e la prevenzione dei cittadini», ha concluso il senatore Antonio Tomassini, Presidente dell’Associazione di iniziativa parlamentare per la salute e la prevenzione.

 

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