Un case report pubblicato su Plastic and Reconstructive Surgery documenta un caso estremo di necrosi totale del labbro superiore e inferiore secondaria a filler permanente, risolto con successo tramite trasferimento di tessuto libero.
Gli autori inquadrano il caso all’interno di un dato epidemiologico che merita attenzione. Se i filler a base di acido ialuronico presentano tassi di complicanze precoci contenuti (circa lo 0,07% complessivamente e lo 0,18% per le iniezioni labiali), i filler permanenti mostrano un profilo di rischio nettamente superiore, con complicanze riportate fino al 64,6% dei pazienti e necessità di rimozione chirurgica nel 15,3% dei casi.
Le reazioni avverse possono manifestarsi precocemente o a distanza di anni, con indurimento, ematoma, dolore, discromie, edema, infezione e, nei casi più severi, granulomi da corpo estraneo che richiedono l’asportazione chirurgica del materiale iniettato.
Il caso clinico
La paziente, una donna di 40 anni, si è presentata in clinica a dieci anni di distanza da un‘iniezione di filler permanente per l’aumento volumetrico di labbro superiore e inferiore. Mesi dopo la procedura aveva sviluppato noduli granulomatosi multipli, edema persistente e discromia labiale. L’esame istopatologico su biopsia ha confermato un’infiammazione granulomatosa con istiociti e cellule giganti multinucleate, quadro compatibile con granulomi da corpo estraneo.
La paziente era già stata sottoposta, presso un’altra struttura, a molteplici interventi di asportazione dei granulomi con innesti cutanei, lembi di lingua e altri lembi locali per la ricostruzione del tessuto molle. I risultati, tuttavia, non erano stati né esteticamente né funzionalmente soddisfacenti: gli innesti cutanei si erano complicati con un’infezione da Pseudomonas, esitando in una necrosi completa di entrambe le labbra.
Al momento della presentazione, il quadro clinico includeva necrosi del vermiglio superiore e inferiore, coinvolgimento delle commessure orali, scialorrea, alterazione dell’articolazione della parola e incontinenza orale.
L’approccio ricostruttivo
Il team chirurgico ha optato per una ricostruzione simultanea di entrambe le labbra in anestesia generale. Per il labbro superiore è stato utilizzato un lembo libero radiale d’avambraccio (radial forearm free flap) di 4×5 cm, con anastomosi terminale-terminale dell’arteria radiale sull’arteria facciale destra e anastomosi di una vena comitante sulla vena giugulare anteriore; il muscolo orbicolare della bocca, risultato intatto, è stato preservato. Il labbro inferiore è stato invece ricostruito mediante un lembo di avanzamento “a scalino”.
Il decorso post-operatorio è stato regolare. La paziente è stata successivamente sottoposta a tre interventi minori di revisione per il defatting del lembo e la riduzione dello spessore labiale superiore. A sei mesi dal follow-up, il risultato clinico ha evidenziato completa competenza orale, assenza di perdita di saliva o liquidi, normale intelligibilità del linguaggio e assenza di scialorrea (punteggio 1/1 alla Drooling Severity and Frequency Scale).
Discussione: implicazioni per la pratica clinica
I filler permanenti possono innescare risposte infiammatorie severe con formazione di granulomi da corpo estraneo e distruzione tissutale estesa, richiedendo, nei casi più avanzati, un’asportazione chirurgica completa seguita da ricostruzione. La necrosi labiale totale resta un evento raro, con pochi casi documentati in letteratura, ma la sua gravità evidenzia il potenziale distruttivo di questi materiali.
La scelta della tecnica ricostruttiva dipende dalle caratteristiche del difetto: a tutto spessore o parziale, dimensioni coinvolte. Mentre lembi locali possono essere adeguati per difetti moderati, la perdita estesa di tessuto labiale risulta difficile da riparare con i soli tessuti regionali. In questi scenari, il trasferimento di tessuto libero rappresenta l’opzione più affidabile: il lembo radiale dell’avambraccio è tra i più utilizzati per la sua sottigliezza e duttilità, potendo eventualmente incorporare il tendine del palmare lungo per il ripristino della continuità dell’orbicolare o del modiolo.
Prevenzione e counseling del paziente
Il messaggio centrale del case report riguarda la prevenzione: sebbene una tecnica accurata e un’adeguata selezione del paziente possano ridurre il rischio, gli eventi avversi da filler permanenti possono essere irreversibili. Un counseling approfondito sui rischi immediati e tardivi resta imprescindibile in fase di consulto: il riconoscimento precoce può contenere la gravità del quadro clinico, ma nei casi di danno tissutale esteso la ricostruzione chirurgica può comunque rendersi necessaria anche a distanza di anni dalla procedura originaria.
Conclusioni
Questo caso di necrosi labiale totale da filler permanente, risolto con successo tramite lembo libero radiale dell’avambraccio e lembo di avanzamento a scalino, ribadisce un principio fondamentale per l’intera comunità della medicina estetica: la scelta del materiale di riempimento non è mai neutra rispetto al rischio a lungo termine.
Fonte: Nassar A, Sleilati F, Abou Zeid S. Perils of Permanent Fillers: A Case Report of Necrosis of the Upper and Lower Lip. Plastic and Reconstructive Surgery – Global Open, 14(7):e7914, luglio 2026. DOI: 10.1097/GOX.0000000000007914.


